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Coronavirus, stabile il numero di vittime: zero contagi in 5 regioni

Trenta morti oggi e 190 nuovi casi registrati oggi: sono i dati dell’ultimo bollettino della protezione civile, comunicati oggi in ritardo rispetto all’ormai canonico orario delle 18. Nessuna vittima in 11 regioni: Veneto, Marche, Campania, Sicilia, Abruzzo, Trentino Alto-Adige, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise, Basilicata. In più, per un “ricalcolo” non meglio definito, la provincia di Trento ha eliminato 61 decessi dai conteggi precedenti.

Dei 190 tamponi positivi rilevati oggi, la maggior parte sono in Lombardia, con 88 nuovi positivi (il 46,3% dei nuovi contagi). Tra le altre regioni, l’incremento di casi è di 22 casi in Piemonte, 44 in Emilia Romagna, di 3 in Veneto, di 5 in Toscana, di 1 in Liguria e di 6 nel Lazio. Zero contagi in 5 regioni: Puglia, Friuli V.G., Calabria, Molise, Basilicata, a cui si aggiunge la provincia di Trento.
Intanto, intervistato dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, sul sito del giornale, il il ministro della Salute, Roberto Speranza, parla del vaccino. “Nel contratto cha abbiamo firmato per vaccino anti-Covid le prime 60 milioni di dosi saranno distribuite entro la fine dell’anno. Certo, stiamo parlando di un ‘candidato’ vaccino, anche se il più promettente, ma è bello che l’Italia sia in testa in questa sfida”. Lo ha detto . Continua dopo la foto


Speranza si dice soddisfatto del fatto che l’Italia sia tra i Paesi leader in questa vicenda che è mondiale. “Ho lavorato molte ore con i miei colleghi ministri di Germania, Francia, Olanda proprio per recuperare un ruolo importante per l’Europa”. E c’è anche molto orgoglio nazionale. “Dentro questo vaccino c’è tanta Italia, non solo perché sono stato uno dei primi ministri a firmare l’accordo (per il vaccino Oxford-Astrazeneca, Ndr) ma anche perché molta della progettazione e della realizzazione del vaccino ha a che fare con l’Italia. Saranno coinvolte realtà importanti, una con sede a Pomezia, un’altra ad Anagni”. Continua dopo la foto


In generale, ha concluso il ministro, il nostro “è uno dei Paesi più avanti nella farmaceutica. E’ un settore in cui l’Italia vuole essere fino in fondo in campo, per essere sempre più un Paese attrattivo. Abbiamo tutte le carte in regola per stare tra i primi”. Sul fronte delle polemiche invece, ecco l’ennesima innescata da Giorgia Meloni, che oggi si trova a Bari per la candidatura di Raffaele Fitto alle elezioni Regionali, intervenendo alla trasmissione ‘Non è un Paese per Giovani’ di Radio2. Continua dopo la foto

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“Non ho scaricato l’app Immuni e invito tutti a non scaricarla. Perchè è una iniziativa fatta in violazione del codice appalti e delle norme italiane. Il decreto approvato dice che le informazioni presenti sull’app non possono essere utilizzate per altri scopi ma non sanziona il diverso utilizzo. Non c’è stata una gara pubblica – aggiunge Meloni – ma il problema è che i dati sulle condizioni sanitarie e gli spostamenti delle persone è il business più appetibile del mondo, per le case farmaceutiche. Senza una legge e delle garanzie costituzionali non si poteva fare, secondo me”, conclude.

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