Il caso di Garlasco continua a far discutere e ad alimentare ipotesi, a distanza di oltre quindici anni dal delitto di Chiara Poggi. Nei giorni scorsi l’avvocato Carlo Taormina, volto noto della scena giudiziaria italiana, è tornato a esprimere la sua opinione sulle nuove indagini che vedono coinvolto Andrea Sempio, amico della giovane vittima. Secondo Taormina, nonostante le piste riaperte e le ipotesi investigative, l’unico vero responsabile dell’omicidio resta Alberto Stasi, già condannato in via definitiva.
L’avvocato, attraverso i suoi profili social e in diverse interviste televisive, ha ribadito con forza la sua posizione: “Resta e resterà l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi”. A suo avviso, Stasi avrebbe ucciso la fidanzata dopo aver scoperto la sua relazione con Andrea Sempio. Quest’ultimo, sempre secondo la teoria di Taormina, non avrebbe avuto alcun ruolo diretto nel delitto, ma potrebbe esserne stato un testimone, presente nella casa di via Pascoli al momento del tragico episodio.
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Chiara Poggi, l’ipotesi dell’avvocato Taormina su Stasi e Sempio
Nella ricostruzione proposta da Taormina, Sempio sarebbe dunque la chiave per comprendere il movente di Stasi. La gelosia, maturata forse proprio la mattina dell’omicidio, avrebbe spinto l’allora fidanzato di Chiara a colpirla mortalmente. Restano però da chiarire alcuni dettagli: lo scontrino del parcheggio indicato come parte dell’alibi di Sempio e alcune tracce rilevate sulla scena del crimine. Elementi che, a detta dell’avvocato, meritano un approfondimento, pur non scalfendo la convinzione che l’unico assassino sia Stasi.

Il legale sottolinea anche la necessità che entrambi i protagonisti, Stasi e Sempio, rompano finalmente il silenzio. Secondo Taormina, i due non avrebbero mai detto tutta la verità per rispetto nei confronti di Chiara, ma ora sarebbe giunto il momento di parlare: “Ora devono parlare”. Una dichiarazione che apre nuovi scenari sul piano mediatico, anche se non supportata da riscontri ufficiali nelle indagini.
Taormina non ha mancato di intervenire anche sull’inchiesta parallela che coinvolge l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, accusato di corruzione per presunte somme di denaro ricevute dalla famiglia Sempio in cambio dell’archiviazione. L’avvocato ribalta l’ipotesi dell’accusa: “Se i Sempio avessero pagato Venditti per avere quello che ad essi spettava e cioè l’archiviazione stante la indiscutibile innocenza di Sempio, sarebbero vittima di concussione e non di corruzione perché un magistrato che chiede soldi a persone disperate ed esauste è un concussore e non un corrotto”.

Quel che resta, a suo giudizio, è una lunga scia di errori giudiziari. La prima inchiesta, afferma Taormina, “pur avendo consentito di accertare la verità, fu pietosa”, mentre l’attuale fase investigativa sarebbe segnata da annunci clamorosi ma privi di sostanza: “Fatta di roboanti annunci, fino ad ora è un autentico bluff perché niente di concreto è stato accertato e ogni volta che si è parlato di bombe, dentro c’era solo aria”. Parole dure, che confermano quanto il delitto di Garlasco resti uno dei casi più intricati e divisivi della cronaca nera italiana.


