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“Hanno scelto loro”. Colpo di scena sui candidati alle regionali: i nomi per il centrodestra

  • Italia

Sono giorni di grandi movimenti nella politica italiana, segnati da decisioni che stanno mettendo alla prova la compattezza della coalizione di centrodestra al governo. Il clima è quello di una fase cruciale, in cui le scelte sui territori e la definizione degli equilibri interni non riguardano solo candidature locali, ma anche la distribuzione del potere e la tenuta complessiva dell’alleanza che guida il paese. Tutto si gioca tra incontri riservati, trattative sottili e un costante tentativo di mantenere il fragile equilibrio tra le ambizioni di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. In questo contesto, i vertici di governo cercano di mostrarsi uniti, ma dietro le quinte le trattative si fanno serrate e i contrasti non mancano.

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Non è stato un vertice risolutivo, ma quasi. Manca soltanto l’ufficialità, motivo per cui per tutta la giornata di ieri da Palazzo Chigi e dai partiti di maggioranza filtravano smentite sul presunto incontro, che però c’è stato. Matteo Salvini e Antonio Tajani – lo confermano diverse fonti – si sono recati a casa di Giorgia Meloni per discutere delle prossime mosse politiche. L’obiettivo era trovare la quadra sulle tre sfide regionali ancora prive di un candidato ufficiale, un nodo che da settimane pesa sul tavolo del centrodestra e che ora sembra vicino alla soluzione.


Regionali, le mosse dei partiti

In Veneto la scelta dovrebbe ricadere sul leghista Alberto Stefani, vicesegretario nazionale e figura molto vicina a Luca Zaia, destinato a guidare la lista del Carroccio come capolista. In Campania, invece, il nome scelto da Fratelli d’Italia è quello di Edmondo Cirielli, viceministro agli Esteri e volto politico di fiducia della premier. In un primo momento sembrava favorita un’ipotesi più istituzionale, quella del prefetto di Napoli Michele Di Bari, ma Giorgia Meloni avrebbe deciso di virare su una candidatura pienamente politica per rafforzare la presenza del suo partito nel Sud.

Per la Puglia, la situazione resta ancora aperta ma con un favorito chiaro: Gigi Lobuono, ex presidente della Fiera del Levante, considerato una figura di sintesi tra esperienza amministrativa e radicamento nel territorio. Tuttavia, Fratelli d’Italia avrebbe chiesto a Forza Italia di ritentare con il deputato Mauro D’Attis, anche se le probabilità di un ripensamento restano basse. Resta invece sospesa la questione più delicata: quella della Lombardia.

La regione simbolo del potere leghista sarebbe oggetto di una trattativa serrata, perché via della Scrofa – quartier generale di FdI – la rivendica come compensazione per la rinuncia al Veneto. Sul tavolo c’è una bozza d’intesa che, secondo indiscrezioni, riconoscerebbe a Fratelli d’Italia “la legittima aspirazione ad un riequilibrio territoriale”. Una formula che suona come un compromesso diplomatico, ma che non risolve del tutto la contesa. Una call tra Meloni, Salvini e Tajani è prevista per oggi e c’è chi parla già di aria di fumata bianca.

Nel frattempo, l’attenzione politica si sposta sulla Calabria, dove questa domenica e lunedì si vota per il rinnovo del Consiglio regionale. Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono stati infuocati, con promesse contrapposte: da un lato il “reddito di merito” proposto dal centrodestra, dall’altro la riduzione del bollo auto annunciata dal centrosinistra. Il governatore uscente Roberto Occhiuto, dimessosi lo scorso 31 luglio dopo un’inchiesta, corre per la riconferma cercando il bis dopo la vittoria della scorsa settimana con Francesco Acquaroli nelle Marche.

Dall’altra parte, il campo largo punta su Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps ai tempi del reddito di cittadinanza e oggi eurodeputato del Movimento 5 Stelle. A Reggio Calabria, Matteo Salvini ha scelto di concludere la campagna elettorale passeggiando lungo corso Garibaldi mano nella mano con la fidanzata Francesca Verdini, affiancato dai suoi vice Claudio Durigon e Roberto Vannacci. Davanti ai sostenitori ha attaccato l’avversario politico per eccellenza, Giuseppe Conte: “I calabresi che incontro mi chiedono lavoro, non mance o pacche sulle spalle”. E sul progetto del ponte sullo Stretto ha rilanciato con toni forti: “La più grande opera contro la ‘ndrangheta”. Non da meno le parole del generale Vannacci, che dal palco ha arringato la folla con un messaggio diretto: “Fuori la sinistra dai palazzi”. Arianna Meloni, sorella della premier e capo della segreteria politica di FdI, ha invece fatto tappa a Vibo Valentia e Catanzaro, ribadendo la linea del partito: “Abbiamo proposte credibili, lo dimostriamo anche al governo della nazione”.

A margine, Salvini ha voluto rimarcare l’impegno del suo ministero anche sul fronte sociale: “Anche quest’anno cercheremo di alzare un po’ le pensioni”. Mentre Occhiuto, per contrastare il modello del reddito di cittadinanza, ha illustrato la sua proposta alternativa, “il reddito di merito”: un contributo di 500 euro mensili per gli studenti che restano a studiare in Calabria mantenendo una media del 27.

Da Villa San Giovanni, Giuseppe Conte ha replicato alle promesse degli avversari con una proposta diversa, pensata per le famiglie in difficoltà: “Bisogna dire a chi ha una soglia Isee bassa che non deve pagare il bollo perché non ci sono strade e infrastrutture degne di un Paese civile”. Al suo fianco, nel comizio finale, si è collegata anche Elly Schlein, che ha chiuso la campagna elettorale con parole di incoraggiamento e determinazione: ha ricordato i punti del programma, dalla difesa della sanità pubblica al diritto alla casa, fino al sostegno alle famiglie, e ha concluso con un appello: “Possiamo farcela, crediamoci fino in fondo”.

Così, mentre i leader nazionali giocano partite parallele tra trattative riservate e promesse elettorali, il centrodestra si prepara a una settimana decisiva. Dall’esito delle urne e dall’intesa tra Meloni, Salvini e Tajani dipenderà non solo la geografia del potere regionale, ma anche la solidità della coalizione che oggi guida l’Italia.


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