Per quasi trent’anni ha rappresentato uno degli appuntamenti più riconoscibili del panorama italiano, costruendo una comunità fedele di ascoltatori e trasformandosi in un punto di riferimento ben oltre il semplice intrattenimento. Oggi, però, sul futuro dello storico programma di Rai Radio si addensano nuvole sempre più fitte, alimentate dalle parole di uno dei suoi volti simbolo.
>> Natalia Paragoni, l’annuncio choc dopo la diagnosi di cancro: la scoperta pochi giorni fa
Negli ultimi giorni, infatti, si è acceso un acceso dibattito attorno al destino della trasmissione. A innescare la discussione è stato un lungo sfogo social del conduttore e ideatore del format, che ha lasciato intendere come il rischio di una chiusura definitiva non sia affatto remoto. Una prospettiva che ha immediatamente mobilitato ascoltatori, colleghi e addetti ai lavori.

Le parole del conduttore alimentano i dubbi sul futuro del programma
Nonostante la Rai abbia successivamente smentito con decisione qualsiasi ipotesi di cancellazione, il giornalista e autore radiofonico non sembra affatto convinto dalle rassicurazioni dell’azienda. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a esporsi pubblicamente, lanciando nuovi interrogativi sul destino della trasmissione.

Caterpillar potrebbe non vedere più la luce. Ne è convinto il conduttore Massimo Cirri, che ha dichiarato: “Dai vertici Rai non c’è stata alcuna convocazione. Quindi l’idea che ci siamo fatti è che questa sia stata probabilmente l’ultima edizione, dopo che già ci hanno azzoppati”. Un’affermazione destinata a far discutere, soprattutto perché arriva dopo quasi trent’anni di storia.

Nel dettaglio, Cirri fa riferimento allo spostamento della storica trasmissione dalla fascia oraria 18-20 a quella compresa tra le 19.45 e le 21. Una scelta che, secondo il conduttore, avrebbe inevitabilmente penalizzato gli ascolti: “A quell’ora la radio ha pochi ascoltatori, la gente cena, guarda i Tg. Mentre alle 18 le persone sono in auto”. E ancora: “Ci hanno spostati e sostituiti con un programma di Belén Rodríguez – niente contro di lei, per carità – con caratteristiche molto diverse da noi, diciamo di intrattenimento commerciale, a mio giudizio, di basso profilo”.
Le perplessità di Massimo Cirri non si fermano qui. Il conduttore ha infatti spiegato di temere che il marchio possa sopravvivere senza l’attuale squadra editoriale: “Sara Zambotti (che conduce con lui il programma, ndr) si sta trasferendo a Radio 3 […] Il marchio Caterpillar è della Rai, magari affideranno il programma ad altri. A questo punto mi aspetto di tutto”.
Nel corso dell’intervista, il giornalista ha inoltre criticato apertamente l’indirizzo editoriale intrapreso dall’azienda, accusata di inseguire logiche più vicine alle radio commerciali. Cirri ha parlato di “una musica bruttissima scelta da ufficio apposito” e ha citato anche un episodio legato alle celebrazioni del 25 aprile, sostenendo che “hanno concesso di usare solo Viva l’Italia di De Gregori, come massimo di impegno, perché qualcosa di più esplicito e adatto alla giornata veniva percepito come “divisivo””.
A rendere ancora più pesante il clima è intervenuta anche l’Usigrai, che nei giorni scorsi ha criticato i vertici dell’azienda sul caso Caterpillar, arrivando a ipotizzare che possano aver infastidito alcune campagne simbolo promosse dal programma, come quella dedicata a Giulio Regeni. Intanto, Cirri continua a guardare con forte preoccupazione ai prossimi mesi e conclude con amarezza: “Far passare del tempo e che poi ci faranno una proposta inaccettabile per metterci da parte”. Una frase che, per molti ascoltatori, suona già come un possibile addio.


