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Terremoto Marche, chiama la mamma per sapere come sta: era morta da due mesi

  • Italia

Chiama la mamma dopo il terremoto, era morta da 2 mesi. Choc ad Anconca, da dove arriva la storia raccontata dal Corriere Adriatico. Alle 7:07 del 9 novembre 2022, un sisma ha colpito violentemente la costa delle Marche: la magnitudo, secondo l’Ingv, è di 5.7 a una profondità di 8 chilometri. Subito dopo la scossa una donna ha chiamato la mamma di 78 anni per verificare che stesse bene. Ma la signora non gli ha risposto. Poco dopo la terribile verità viene a galla.

La donna era morta da due mesi per cause a quanto pare naturali. L’anziana pensionata era originaria di Vallo della Lucania, provincia di Salerno. Da tempo non aveva contatti con la figlia la quale però ieri ha deciso di accertarsi delle sue condizioni dopo il terremoto. Quando ha visto che la mamma non le rispondeva ha deciso di allertare il 112. Così il personale del 118, i vigili del fuoco e le volanti della Questura si sono recati nell’abitazione della signora in via della Resurrezione.

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I soccorritori fanno la terribile scoperta

Quando gli uomini delle forze dell’ordine e gli operatori sanitari sono entrati hanno trovato la donna di 78 anni morta. Il suo corpo era inoltre in avanzato stato di decomposizione. Secondo il medico legale il decesso è infatti avvenuto almeno un paio di mesi fa. La causa della morte dovrebbe essere un malore improvviso.

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Dopo aver accertato le cause naturali del decesso della donna l’autorità giudiziaria ha rimesso subito la salma ai familiari per l’ultimo saluto. Intanto i cittadini delle Marche sono alle prese con lo sciame sismico che segue quello che è stato il terremoto più forte da quasi 100 anni sull’Adriatico. Il primo sisma di 5,7 della scala Richter è avvenuto alle 7:07, il secondo di 5,2 alle 7:08. Le scosse sono state avvertite in mezza Italia, da Roma a Firenze fino a Bologna.

Adesso si temono altre potenti scosse che, nel caso avvenissero in superficie e non in profondità, potrebbero provocare danni e vittime. Dopo le prime due scosse più potenti ce ne sono state altre 70 di assestamento e con intensità decrescente. Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, ha spiegato che “non è mai possibile” escludere riattivazioni di piani di foglia: “Le nostro capacità previsionali – ha detto all’Ansa – sono su base statistica, modelli secondo i quali si ha un decadimento graduale con una serie di scosse che seguono quella principale”.

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