Era uscita di casa con il pretesto di un ultimo confronto, un chiarimento forse, ma non è mai più tornata. Martina Carbonaro, appena 14 anni, è stata uccisa a coltellate in un garage alla periferia di Acerra, nel Napoletano. A confessare il crimine è stato il suo ex fidanzato, Alessio Tucci, appena maggiorenne, che dopo ore di silenzio ha ammesso di aver compiuto l’omicidio. I due avevano interrotto da poco la relazione e, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, lui non accettava la fine della storia.
>> Tre sorelline trovate morte: 5, 8 e 9 anni. Orrore in famiglia, cercano il padre delle bambine
Il corpo della ragazza era stato trovato riverso a terra, con diverse ferite da taglio. La scena del crimine aveva subito parlato chiaro agli investigatori: non si era trattato di un’aggressione improvvisa, ma di un atto brutale, eseguito con lucidità e determinazione. Alessio aveva cercato di depistare le ricerche, prima di crollare sotto il peso delle proprie responsabilità. Da subito, la comunità era rimasta sconvolta dalla violenza cieca che aveva spezzato la vita di una ragazzina che sognava ancora il liceo e le prime uscite con le amiche.

Martina Carbonaro, l’ultimo saluto ad Afragola
L’autopsia ha confermato che Martina è morta per le numerose coltellate inferte all’addome e al torace. Nessuna possibilità di salvarla: il decesso sarebbe sopraggiunto rapidamente, secondo quanto reso noto dai medici legali. Non sono emersi segni di difesa particolarmente marcati, un dato che lascia pensare che Martina sia stata colta di sorpresa. Il coltello usato da Alessio è stato recuperato dagli inquirenti, che proseguono nelle indagini per chiarire ogni dettaglio dell’efferato omicidio, nonostante la confessione del ragazzo.

Oggi ad Afragola è il giorno del silenzio e delle lacrime. La città si è fermata per onorare la memoria di Martina. Il sindaco Antonio Pannone ha proclamato il lutto cittadino e predisposto un piano straordinario per il traffico, consentendo alla cittadinanza di riversarsi in strada e stringersi intorno alla famiglia della giovane vittima. Alle 15, nella Basilica Pontificia di Sant’Antonio di Padova, si sono svolti i funerali, co-officiati dal cardinale di Napoli, monsignor Domenico Battaglia. Una folla imponente, composta da giovani, anziani, intere famiglie, ha invaso il piazzale davanti alla chiesa, rispondendo all’appello lanciato nei giorni scorsi: “Non lasciamo soli i genitori di Martina”.

Al passaggio della bara bianca, qualcuno ha urlato “Giustizia, giustizia”, altri hanno sussurrato “Martina figlia di tutti noi”. La commozione ha lasciato spazio anche alla rabbia: non sono mancati cori e insulti rivolti ad Alessio Tucci, il diciottenne che ha confessato di averla uccisa. Presenti tra le autorità anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Pina Castiello. Un momento particolarmente toccante è stato l’arrivo della corona di fiori inviata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, simbolo della vicinanza istituzionale in un dolore che ha oltrepassato i confini locali. Afragola oggi ha pianto la sua figlia più fragile, vittima di un amore malato che le ha strappato il futuro.


