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Bonus 3.000 euro: cosa sono i fringe benefit, a chi spettano e come riceverli

  • Italia

L’obiettivo è quello di defiscalizzare i bonus per i dipendenti fino a 3mila euro. All’interno della bozza del decreto Aiuti quater in via di approvazione, è stata introdotta dal governo un’importante misura di sostegno al reddito che, se approvata, consentirà di detassare i cosiddetti fringe benefit per un valore fino a 3000 euro. Il tetto dei fringe benefit esentasse alzato da 600 a 3mila euro beneficerà sulla carta meno di un lavoratore su cinque. Ovvero tre milioni di dipendenti, il 17% dei 18 milioni totali: si tratta di una stima, più probabile che la platea interessata si aggiri sui 2,5 milioni.

Difficile poi che la platea possa ampliarsi, visto che il nuovo tetto a 3 mila euro deve essere usufruito entro il 31 dicembre. C’è poco tempo per predisporre le piattaforme per chi non ce l’ha. E anche per chi le usa, tutto dipende dalla generosità delle aziende. Non a caso il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, all’annuncio della misura, ha dichiarato che così “si sposta la palla nel campo delle imprese mettendole in difficoltà, senza affrontare il problema del taglio del costo del lavoro”.

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Bonus 3000 euro ai dipendenti: cosa sono i fringe benefit

“Va benissimo aiutare chi non ce la fa con le bollette, ma a parte il fatto che la platea dei lavoratori a cui si rivolge la misura è limitata, attenzione a mettere questo sostegno, così alto poi, nei fringe benefit perché si rischia di snaturare il valore sociale del welfare aziendale, ovvero aiutare il lavoratore coprendo le spese per l’asilo nido e la scuola, il dentista, l’abbonamento del bus, l’assistenza ai malati in casa”, dice Emanuele Massagli, presidente di Aiwa, associazione italiana per il welfare aziendale.

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Si tratta di una forma di retribuzione non obbligatoria per le aziende, ma totalmente deducibile dai costi che dà la possibilità alle imprese di aiutare i propri dipendenti a sostenere almeno in parte i rincari delle bollette di luce e gas grazie a un bonus. Il decreto Aiuti bis varato dal governo Draghi, convertito in legge e valido fino a tutto il 2022, consente di erogare il benefit ai dipendenti delle aziende private per le utenze domestiche con un tetto di 600 euro. Con il nuovo dl la soglia verrà alzata a 3.000 euro.

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Il provvedimento che ha riscosso il parere favorevole dei sindacati. “Davvero importante che il Governo abbia recepito la nostra richiesta di innalzare la soglia di detassazione sui fringe benefit – spiega al Messaggero Luigi Sbarra, leader Cisl –: una misura che può far ripartire consumi e valorizzare le relazioni industriali, a patto di darle stabilità anche oltre dicembre e di condizionarla all’esercizio contrattuale”.


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