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“Andrea Sempio…”. Garlasco, l’annuncio ufficiale dell’avvocato Taccia: cosa cambia ora

  • Italia

Da giorni il nome dell’avvocato Massimo Lovati è al centro di una vera e propria tempesta mediatica. Prima le dichiarazioni pubbliche, poi le interviste, infine la querela: un susseguirsi di eventi che hanno messo in discussione la sua posizione non solo nel caso Garlasco ma anche nel panorama giudiziario più ampio. Tutto è esploso dopo le sue parole, definite da molti “imprudenti”, rilasciate durante la registrazione di un’intervista con Fabrizio Corona. Da lì è partito un effetto domino che ha travolto il legale, già noto per i toni accesi e per la sua vicinanza a figure centrali dell’inchiesta.

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La polemica è cresciuta quando sono emerse alcune sue dichiarazioni sul ruolo dell’ex pm Mario Venditti, oggi indagato a Brescia per corruzione in atti d’ufficio. Lovati, nel tentativo di difendere la propria posizione, aveva raccontato a Fanpage.it: “Non querelo Fabrizio Corona. Ma mi ha avvicinato dicendomi che avremmo fatto un film con me protagonista. Io sarei stato Gerry La Rana”. Una frase che, invece di placare gli animi, ha contribuito ad alimentare la curiosità e le critiche, dando l’impressione di una gestione tutt’altro che sobria di un caso già estremamente delicato.


Garlasco, la decisione della famiglia Sempio sull’avvocato Lovati

A complicare ulteriormente la situazione è arrivata la querela presentata contro di lui dagli ex difensori di Alberto Stasi, Enrico e Fabio Giarda, che lo accusano di aver pronunciato frasi “diffamatorie e calunniose”. Quelle parole, risalenti al marzo scorso, si riferivano alle indagini del 2016 condotte proprio dallo studio Giarda su Andrea Sempio, che Lovati aveva definito “il frutto di una macchinazione della difesa Giarda” e, più nello specifico, di “una macchinazione organizzata dagli investigatori dello studio degli avvocati difensori di Stasi che clandestinamente hanno prelevato il Dna a Sempio”. Un’accusa che ha acceso nuove tensioni e contribuito a isolarlo professionalmente.

È in questo clima che si è consumato l’ultimo atto: Massimo Lovati non è più l’avvocato di Andrea Sempio, l’attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. A confermarlo è stato lui stesso, anche se la documentazione ufficiale della revoca non è ancora stata depositata in Procura. Secondo le prime ricostruzioni, la notizia sarebbe dovuta emergere solo dopo il deposito formale, previsto per domani, ma il legale ha scelto di anticipare i tempi. Al momento si sta valutando il nome del sostituto, che dovrebbe essere annunciato entro venerdì.

A chiarire i motivi della rottura è intervenuta Angela Taccia, co-difensore di Sempio: “Il mio cliente ha scelto di revocare il mandato all’avvocato Lovati alla luce degli ultimi comportamenti, non solo mediatici, del suo storico difensore. I rapporti personali tra i due sono comunque rimasti sereni, come lo sono anche tra me e l’avvocato Lovati”. Parole che provano a restituire un tono distensivo, ma che di fatto sanciscono la fine di un sodalizio professionale durato anni.

La decisione di Andrea Sempio arriva dunque in un momento cruciale, mentre l’inchiesta su Mario Venditti riporta in primo piano i dossier e le ombre del 2017, quando lo stesso pm chiese e ottenne l’archiviazione del caso Sempio. La rimozione di Lovati, insieme all’imminente nomina di un nuovo legale, rappresenta un passaggio simbolico in una vicenda che continua a intrecciare giustizia, media e responsabilità personali, in uno dei casi più complessi e controversi della cronaca giudiziaria italiana recente.


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