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Diana Pifferi sepolta con i peluche

“Partorita in bagno, poi la truffa del battesimo”. Morte Diana, fatti pesanti sulla madre Alessia

  • Italia

Alessia Pifferi ha partorito in bagno la figlia Diana, la piccola morta di stenti a 16 mesi perché lasciata da sola a casa per una settimana. “Ho partorito la bambina da sola nel bagno dell’appartamento del mio compagno (a Leffe). Erano le due di pomeriggio. Appena partorito sono andata in camera da letto, ho preso il telefono e ho chiamato il mio compagno che stava lavorando al piano terra”.

Questo il racconto della donna, oggi in carcere con l’accusa di omicidio volontario nella forma omissiva. Dopo la nascita, Diana è tornata in ospedale perché, nata prematura, ha avuto un problema ai reni e pochi mesi dopo tornò per una febbre molto alta. In quella occasione la donna si trovava a Montecarlo con il compagno e la bambina era con la nonna. La bambina era stata registrata con il suo cognome. Sapeva chi era il padre, ma ha deciso “di non avergli mai detto della figlia”.

Alessia Pifferi ha partorito in bagno


Alessia Pifferi ha partorito in bagno Diana, la bimba morta

“Devo avvisare il papà”, aveva detto alla polizia accorsa sul posto dopo il ritrovamento del cadavere di Diana, per poi non dare nessun tipo di indicazione agli agenti. Fuori dalla casa ci sono palloncini, lumini e pupazzi portati dagli abitanti di Ponte Lambro, dove la bambina abitava insieme alla mamma ed è morta di stenti, chiusa in casa, con le finestre sigillate in modo da non far sentire a nessuno il suo pianto. Dal racconto di un’amica il finto battesimo della piccola Diana.

Alessia Pifferi ha partorito in bagno

Alessia Pifferi ha partorito in bagno da sola e dopo la nascita di Diana ha anche organizzato un finto battesimo. Un modo per avere soldi e regali, ha spiegato l’amica al Corriere della Sera, perché in realtà non ci sono state nessuna festa e nessun battesimo. L’ennesima bugia raccontata, perché come si legge nelle parole del gip la donna era “incline alla mistificazione e alla strumentalizzazione degli affetti” e senza “rispetto per la vita umana”.

Secondo quanto raccontato dal gip, inoltre, Alessia Pifferi aveva una «”orma di dipendenza psicologica dall’attuale compagno, che l’ha indotta ad anteporre la possibilità di mantenere una relazione con lui anche a costo dell’inflizione di enormi sofferenze alla bimba”.

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