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I 3 figli si tuffano per rinfrescarsi, il papà assiste alla scena choc. Finisce in tragedia

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Il caldo torrido della serata di mercoledì ha spinto tre fratelli di origine egiziana a cercare sollievo tra le acque del Po, senza immaginare che quel momento di svago si sarebbe trasformato in un incubo. Erano circa le 20.30 quando i giovani hanno deciso di tuffarsi nei pressi del ponte della Becca, un punto in cui il grande fiume si unisce con il Ticino, nel territorio comunale di Linarolo, in provincia di Pavia. Un gesto apparentemente innocente, ma compiuto in una zona in cui la balneazione è vietata e considerata estremamente pericolosa.

In pochi istanti la situazione è precipitata. Uno dei fratelli ha iniziato ad annaspare, travolto forse dalle correnti invisibili e dal fondale insidioso. Gli altri due hanno provato a reagire, ma la forza dell’acqua si è fatta sentire. Il padre, accortosi dell’accaduto, non ha esitato a tuffarsi per salvarli. È riuscito a portare in salvo uno dei ragazzi, mentre un altro è riuscito fortunosamente a riguadagnare la riva da solo. Ma il terzo, il più giovane, 16 anni appena, è scomparso tra i flutti del Po senza più riemergere.

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I 3 figli si tuffano per rinfrescarsi, il papà assiste alla scena choc. Finisce in tragedia

La tragedia ha subito mobilitato i presenti: i familiari, distrutti dalla paura, e altri bagnanti hanno dato l’allarme ai soccorsi, descrivendo la scena drammatica e indicando il punto in cui il ragazzo era sparito. Le operazioni di ricerca sono scattate immediatamente: sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e un elicottero partito dalla base di Varese ha sorvolato la zona per ore. I sommozzatori hanno setacciato l’acqua fino a tarda notte, per poi riprendere all’alba del giorno successivo.

Il giovane risiede con la famiglia a San Martino Siccomario e, da quanto si apprende, quella gita al fiume era una delle tante scelte estive fatte per trovare un po’ di refrigerio, nonostante il divieto esplicito di balneazione. La speranza, sempre più flebile con il passare delle ore, è che il ragazzo sia riuscito ad aggrapparsi a un isolotto nascosto o a un ramo e abbia passato la notte all’aperto, aspettando di essere salvato.

Ma il Po, come il Ticino, non perdona. Anche se d’estate le sue acque appaiono placide e invitanti, celano correnti insidiose, mulinelli e profondità irregolari. È per questo che la balneazione è espressamente vietata, sia per motivi igienici sia per ragioni di sicurezza. Purtroppo, ogni anno, queste regole vengono ignorate e il fiume torna ad essere teatro di tragedie che si ripetono con inquietante frequenza.

Le ricerche continuano, ma i soccorritori, con grande riserbo, cominciano a prepararsi al peggio. Intanto, sulla spiaggia della Becca, restano le lacrime dei familiari e il silenzio carico di attesa di chi ancora spera, contro ogni probabilità, che quel ragazzo di sedici anni possa essere ritrovato vivo.


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