Nuovi sviluppi nel ‘caso’ Raoul Bova. Dopo le settimane di clamore mediatico legate alla diffusione di messaggi vocali a lui attribuiti, l’attore romano ha deciso di passare al contrattacco. La vicenda, esplosa inizialmente sulle pagine di cronaca rosa, ha ormai assunto contorni più ampi, con possibili risvolti legali e iniziative formali mirate a limitare la circolazione del materiale. Nelle ultime ore è emersa una mossa inattesa da parte di Raoul Bova, che sposta il caso su un terreno inedito.
Secondo quanto emerge dagli atti ufficiali, il 5 agosto l’attore ha depositato all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy due domande di registrazione legate alla vicenda. L’oggetto è la tutela legale di due espressioni tratte dal messaggio vocale inviato alla modella Martina Ceretti e poi diffuso pubblicamente da Fabrizio Corona, diventato virale e riprodotto in numerosi contenuti online. La frase completa – «Buongiorno essere speciale, dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti» – e la sola parte “occhi spaccanti” sono state registrate come marchi, nel tentativo di frenare un utilizzo ritenuto improprio e non autorizzato.
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Dal database dell’Uibm risulta che il legale rappresentante nelle pratiche di registrazione è l’avvocata Michela Carlo, dello studio Bernardini De Pace. «È semplicemente un modo, come tanti, per far cessare la diffusione dei video», ha dichiarato all’Adnkronos, chiarendo la finalità dell’operazione. Le domande sono attualmente in fase di esame.

Sulle motivazioni è intervenuta anche l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, che assiste direttamente Bova. «La nostra è una iniziativa che punta a bloccare la diffusione illecita del contenuto degli audio – spiega all’Ansa –. Tutto l’incartamento è ora al vaglio dell’ufficio Brevetti. Ci vorranno alcune settimane, ma se otterremo il via libera quelle frasi non potranno essere utilizzate senza il permesso di Raoul, altrimenti si andrà incontro a sanzioni».

Secondo indiscrezioni riportate da alcuni organi di stampa, subito dopo l’esplosione dello scandalo Bova avrebbe anche valutato un’azione legale nei confronti di Ryanair e del Napoli Calcio, che avevano utilizzato in chiave ironica gli audio al centro della vicenda. Lo scorso 6 agosto, inoltre, il Garante per la protezione dei dati personali ha aperto un’istruttoria «al fine di accertare eventuali violazioni della normativa privacy e delle regole deontologiche dei giornalisti».
Per la gestione della pratica, Bova si è affidato a una professionista con cui ha un legame di lunga data: Annamaria Bernardini De Pace, madre della sua ex moglie Chiara Giordano. L’avvocato lo assiste oggi non solo nelle iniziative legate al “caso Bova”, ma anche nelle cause per l’affidamento dei figli e nella separazione da Rocío Muñoz Morales. Una figura che conosce a fondo l’attore e le sue vicende personali, oltre che il contesto giuridico in cui queste si collocano.


