Francesca Pascale ddl zan

“È arrabbiato con me…”. Francesca Pascale, cosa succede con Silvio Berlusconi: “Ma io ho deciso”

Sta tornando sulla cresta dell’onda. Parliamo dell’ex compagna, oramai storica, di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale. Come ricorderete, negli ultimi mesi si è molto chiacchierato di una possibile relazione tra lei e la cantante Paola Turci, dopo le paparazzate della scorsa estate. “È stata una sorpresa. Non mi sarei aspettata questa attenzione con foto della mia vacanza la scorsa estate”.

Poi dice riguardo la Turci: “Il dispiacere più grosso è stato avere coinvolto un’altra persona nella curiosità morbosa verso di me”. Niente di confermato, ma soprattutto niente di strano. Ognuno ha il sacrosanto diritto di stare con chi vuole, no? E proprio a riguardo Francesca Pascale torna come una furia per difendere il Ddl Zan. Parole pesanti le sue, che da compagna del leader di centrodestra è passata a paladina dei diritti civili in un balzo spettacolare.

Francesca Pascale ddl zan

Francesca Pascale, da tempo schierata a favore per l’estensione dei diritti della comunità LGBT, usa parole pesanti in una intervista su Repubblica: “Sono pronta a ‘sbattezzarmi’: resto credente, ma una Chiesa che discrimina gli omosessuali e che fa ingerenza politica sul ddl Zan, mi ha deluso”. E su Silvio Berlusconi, la Pascale confida: “È arrabbiato con me per la posizione sul ddl Zan e perché vado ai Pride”.


Francesca Pascale ddl zan

Francesca Pascale, il rapporto con Berlusconi

E ancora: “Il cavaliere mi chiede: perché? Io gli rispondo: perché ci credo. Questa volta non sono d’accordo con lui e spero cambi idea”. Secondo Francesca Pascale, il Ddl Zan “può e deve essere approvato così com’è. Non capisco timori e argomenti utilizzati contro. Sono assurdi. Penso anzi che il Ddl Zan andrebbe approvato all’unanimità, senza distinzioni di partito”.

Francesca Pascale ddl zan

Poi Francesca Pascale conclude: “E mi auguro, soprattutto se c’è un rinvio della discussione a settembre, che il Ddl Zan non diventi motivo di campagna elettorale sulla pelle delle persone e alle spalle della comunità Lgbt che aspetta una legge da decenni. L’intervento della Chiesa ha un peso importante e una parte politica lo usa strumentalmente come alibi. Io ho iniziato le pratiche per ‘sbattezzarmi’. Sono credente, vorrei fosse chiaro. Ma accanto alla Chiesa apostolica, c’è un’altra parte che si divide tra omofobia e silenzio sulla pedofilia. Non mi piace una Chiesa che discrimina”. Applausi.