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Reddito di cittadinanza, assegni anche di 2mila euro a famiglia. Ecco le cifre

 

Il reddito di cittadinanza partirà dal 2019, precisamente dal mese di marzo quando nel contempo saranno avviati i nuovi centri per l’impiego. Lo ha confermato Luigi Di Maio in queste ore, dopo aver avuto la conferma che nella Legge di Bilancio 2019 – grazie all’aumento del rapporto deficit/PIL avvenuto con l’approvazione del DEF – ci saranno le risorse per far partire pensione e reddito di cittadinanza già dal 2019. Nel dettaglio, per il reddito di cittadinanza – che secondo le stime del Movimento 5 Stelle dovrebbe coinvolgere 6,5 milioni di italiani – verranno utilizzati circa 10 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi verrebbero assorbiti dal REI e altri 1,5 miliardi dalla Naspi. Dal prossimo anno quindi chi soddisfa determinati limiti di reddito e patrimoniali potrà rivolgersi ad un centro per l’impiego per richiedere un contributo economico mensile di 780€ e per prendere parte ad un progetto di reinserimento nel mercato del lavoro. La somma ma potrà superare anche i duemila euro in caso di famiglie con figli a carico. (Continua a leggere dopo la foto)



Gli importi – Una famiglia di tre persone, con genitori disoccupati a reddito zero e figlio maggiorenne a carico, dovrebbe ricevere un assegno di 1560 euro. L’assegno potrà arrivare anche a 1950 euro se i figli a carico sono due. Una coppia composta da due persone adulte senza figli riceverà invece un sussidio pari a 1170 euro al mese. E se i figli non sono maggiorenni? Una famiglia composta da tre persone (due adulti + un figlio under 14) potrà disporre di un assegno di 1404 euro, mentre una famiglia monogenitoriale (1 adulto + un figlio under 14) riceverà un reddito pari a 1014 euro. L’assegno mensile potrà essere speso soltanto in alcuni beni. Il vicepremier Di Maio ieri ha detto che “l’ideale sarebbe usare la tessera sanitaria” ma “nel frattempo sarà messo su una carta elettronica”. (Continua a leggere dopo la foto)
Tra le tante ipotesi, si era infatti parlato anche dell’utilizzo di una tessera bancomat o di una App con il borsellino elettronico. Tutti sistemi che permetterebbero da una parte di controllare, dove andranno a finire i soldi, come verranno spesi in beni di prima necessità – alimenti, medicinali e affitto – e non in ‘voluttuari’. I soldi del reddito di cittadinanza si potranno spendere, ha aggiunto ieri sera Di Maio a ‘Quarta repubblica’ su Rete4, “negli esercizi commerciali in Italia per far crescere l’economia”, mentre bisognerà “limitare al massimo le spese fuori dall’Italia”. “Questo ci porterà un gettito superiore alle aspettative – aggiunge -. Questi soldi inonderanno il commercio, negozi e piccole imprese”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Reddito di cittadinanza e casa di proprietà. Per fare luce sui dubbi degli ultimi giorni è intervenuto lo stesso Luigi Di Maio, spiegando che possedere una casa di proprietà non fa decadere il diritto a ricevere i 780 euro del reddito di cittadinanza, bensì ne dimezza l’importo. Per ricevere il reddito di cittadinanza è necessario rimanere sotto una certa soglia di reddito e patrimonio, dal cui calcolo sarebbe quindi esclusa la casa di proprietà. Possesso di cui però il governo terrà conto nell’erogazione della misura, anche se non è ancora chiaro se ci saranno distinzioni tra prima casa e proprietà in generale.

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