Megatavolate natalizie, eccessi gastronomici di fine-inizio anno: è ora di spazzare via ogni senso di colpa. L’italiano che si abbandona ai piaceri del cibo non lo fa per golosità ma per 10 nobilissimi motivi.

1) Solidarietà umana e senso dell’amicizia
“Vabbè, un’altra fetta, ma giusto per farti compagnia!”
2) Condivisione etnico-culturale
“Ma questo formaggio lo fanno proprio i pastori sardi, vero? Fammelo provare… eh, si sente”.
3) Attaccamento alle tradizioni
“Noooo, anche le pettole con le acciughe! Ma siamo pienissimi! Lo so che le faceva anche la nonna. Okay, dammene due, ma di quelle con lo zucchero”.
4) Attaccamento alla famiglia
“Non rinuncerei mai a queste riunioni sotto l’albero, mio dio quanti ricordi, ottimo questo agnello al forno, passami altre patate”.
5) Sostegno all’economia nazionale
“C’è poco da fare, la nostra cucina è la migliore. Hmmm, senti cos’è questo cotechino, altro che i wurstel della Merkel!”.
6) Sostegno all’economia locale
“Che delizia queste mozzarelle, inutile che ci provano i milanesi, i caseifici migliori ce li abbiamo noi” (variante “Mangia, mangia tranquillo, non l’è mica un panetùn fatto a Napoli”).
7) Ritorno alla natura
“Beh questo vinello scende che è una bellezza, del resto sono uve biologiche, versamene un altro goccio”.
8) Auto-augurio economico
“Le lenticchie portano denaro, e ne ho proprio bisogno. Si, un altro mestolo”.
9) Auto-incoraggiamento psicologico
“Ma si, che andassero al diavolo il medico e il colesterolo, si vive una volta sola!” (echi dal resto del tavolo: “Bravo! Un applauso! Il mio bisnonno, senza medici, è campato 102 anni!”.
10) Gratitudine & fratellanza
“Dai, questo dolce alle mandorle l’ha fatto zia Rosina con le sue mani… se no ci rimane male. Nonno, tu intanto apri lo spumante se no non è davvero festa”.

