Le feste di Natale costituiscono lo scenario più adatto per nascondere truffe e frodi. E Capodanno, come Natale, è a rischio. Gli italiani hanno la buona abitudine di festeggiare mangiando. Il pesce è la star del cenone di San Silvestro e del pranzo di Capodanno, ma ci sono i soliti “attori” della frode pronti a rifilare pesce non fresco. Ed è per questo che l’Istituto Zooprofilattico di Torino, diventato famoso per i controlli nel periodo di “mucca pazza”, ha pubblicato una guida ad hoc dal titolo suggestivo “Ok il pesce è giusto”, per spiegare ai consumatori come riconoscere le specie ittiche spesso oggetto di frode.
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Il manuale, redatto dagli esperti dei laboratori di Genetica e di Istopatologia dell’Istituto, illustra, infatti, con testi e fotografie, come riconoscere, all’acquisto, alcuni fra i pesci più commercializzati e più frequentemente oggetto di frode per sostituzione con specie di minor valore economico. Tra i rischi più diffusi quello di confondere alcune specie tra le più pregiate con altre di qualità inferiore e di valore commerciale molto diverso. Il 72% degli illeciti è connesso all’etichettatura e alla tracciabilità: pesci vengono venduto come pescato, la palamita come tonno, il filetto di brosme per il più pregiato filetto di merluzzo e così via.
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