Anche la premier Giorgia Meloni si lascia conquistare dall’atmosfera delle feste e sceglie un gesto semplice, ma fortemente simbolico, per augurare buon Natale agli italiani. Di buon mattino, nel giorno del 25 dicembre, la presidente del Consiglio pubblica una foto sui social che la ritrae sorridente davanti a un albero addobbato nei toni del bianco e dell’oro, un’immagine intima e studiata che richiama il calore domestico delle festività.
Nello scatto, oltre al sorriso rilassato e alla tazzina di caffe utilizzata per brindare, c’è un dettaglio che cattura subito l’attenzione e diventa il vero protagonista: il Christmas jumper. Il maglione natalizio, ormai diventato un must anche lontano dai contesti più informali, sfoggia la scritta “Anche a te e famiglia”. Una frase semplice, quasi rituale, che nei giorni delle feste accompagna da sempre gli auguri scambiati tra parenti, amici e conoscenti, e che qui assume il valore di un messaggio diretto e riconoscibile, capace di parlare a tutti.
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Giorgia Meloni, il maglione per gli auguri di Natale
La scelta di affidare gli auguri a un’immagine informale che, com’era ovvio, ha raccolto un’infinità di commenti come “Grandissima!” e “Unica” oltre alle solite critiche che però prescindono dal maglione, arriva dopo un’altra comunicazione molto sentita, diffusa già nel giorno della Vigilia. In quell’occasione la premier aveva pubblicato un video girato davanti al presepe, richiamando temi identitari e culturali che spesso tornano nei suoi interventi pubblici. “Siate orgogliosi della vostra identità, del messaggio universale di amore e di pace che porta con sé”. aveva detto, invitando a vivere il Natale come un momento di consapevolezza oltre che di festa.

Nel messaggio natalizio, Meloni aveva poi ampliato il significato dell’augurio, soffermandosi sul valore del tempo condiviso e sull’attenzione verso chi è più fragile. “E che questo Natale possa regalare a ciascuno un po’ di luce, di calma e di forza. Che possa essere un tempo per ritrovarsi, per guardare avanti con fiducia, senza ovviamente dimenticare chi ha bisogno di aiuto e soprattutto senza dimenticare chi siamo”. Parole che legano la dimensione personale a quella collettiva, intrecciando spiritualità e responsabilità sociale.

Il discorso si era concluso con un richiamo esplicito al presepe come simbolo identitario. “Anni fa vi ho detto – continua – prendiamo il pastorello e facciamo la rivoluzione del Presepe. Lo penso ancora. Il Presepe non impone nulla a nessuno. Racconta una storia, custodisce dei valori. Rende più profonde le radici. E una nazione che conosce le proprie radici è una nazione che non ha paura del confronto né del futuro. Che si creda o no, questo simbolo parla di dignità, di responsabilità, di rispetto della vita, di attenzione ai fragili. Sono valori che hanno plasmato la nostra comunità e che meritano di essere custoditi e non messi da parte per moda o per timore”. Un messaggio che, tra tradizione e comunicazione social, trova continuità anche nel maglione natalizio scelto per gli auguri del giorno di Natale, trasformando un dettaglio di stile in un segno riconoscibile di vicinanza.


