In Bulgaria l’avvicinarsi dell’ingresso nell’euro ha dato vita a leggende e timori. Tra queste, una teoria virale sostiene che piegando una banconota da 50 euro e guardandola allo specchio si possa intravedere un volto cornuto, quasi demoniaco. Un’illusione ottica che, però, è stata subito trasformata in simbolo da gruppi religiosi e movimenti contrari all’adozione della moneta unica, sfruttandone l’impatto suggestivo in un momento di forte tensione sociale.
Il passaggio dal lev all’euro, previsto nel 2026, continua infatti a dividere profondamente il Paese. I sondaggi indicano che oltre il 65% dei cittadini si dichiara contrario al cambiamento, percepito come una minaccia economica e identitaria. A guidare la protesta è soprattutto il partito ultranazionalista Rinascita, con il leader Kostadin Kostadinov e l’eurodeputato Petar Volgin che accusano Bruxelles di voler imporre scelte decisive sulla Bulgaria, privandola della propria sovranità.
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Banconota 50 euro, l’ipotesi choc: “Guardate cosa è raffigurato”. Poi si scopre tutto
In questo clima, la leggenda del “diavolo sulla banconota” è diventata un’arma retorica. Sui social, in particolare su TikTok, il video che mostra il presunto volto maligno ha raccolto migliaia di visualizzazioni e commenti, rafforzando la narrativa di chi descrive l’euro non solo come un pericolo economico, ma addirittura come una minaccia spirituale. Una lettura che mescola diffidenza politica e superstizione popolare.

💶👹 Regardez de plus près…
— Camille Moscow 🇷🇺 🌿 ☦️ (@camille_moscow) August 4, 2025
Sur le billet de 50€, une silhouette inquiétante émerge : une tête de démon avec des cornes dissimulée dans les motifs.
Ce n’est pas un hasard. L’euro n’est pas qu’une monnaie — c’est une œuvre codée et elle est signée. pic.twitter.com/PT9azzdOg7
A fare chiarezza è intervenuta la Banca Centrale Europea, ricordando che il design delle banconote si ispira al tema “epoche e stili”. Le finestre e le porte rappresentano apertura e cooperazione, mentre i ponti sul retro simboleggiano dialogo e connessione. Le figure che qualcuno crede di scorgere non sono altro che il frutto di una pareidolia, cioè l’illusione che porta a riconoscere volti o forme familiari in immagini casuali.
Resta il paradosso: strumenti pensati per simboleggiare unità e dialogo sono diventati oggetto di narrazioni complottistiche e di paure ancestrali. Forse, dietro al volto del presunto demone, non c’è altro che il riflesso della paura del cambiamento. Una paura che, alimentata da propaganda politica e social network, rischia di pesare più della stessa moneta unica nella percezione dei cittadini bulgari.


