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Lutto nel cinema, un altro grande se n’è andato per sempre

  • Cinema

Il mondo del cinema è in lutto: addio a un premio Oscar che ha saputo dare forma ai sogni del grande schermo. Con la sua sensibilità artistica e la capacità di trasformare pagine di sceneggiatura in universi concreti, ha reso possibili ambientazioni entrate nella memoria collettiva. Dalle grandi produzioni storiche fino alle saghe amate in tutto il mondo, il suo lavoro ha accompagnato generazioni di spettatori, lasciando un segno che oggi il cinema internazionale ricorda con commozione.

Negli ultimi anni aveva affrontato una lunga e difficile battaglia contro il morbo di Parkinson, malattia che ne aveva segnato la vita privata ma non il prestigio professionale. Rimase fino all’ultimo un punto di riferimento per colleghi e allievi, rispettato per umiltà e visione. Alla sua creatività si deve gran parte del successo di Harry Potter, saga che ha conquistato milioni di spettatori anche grazie alla potenza evocativa degli ambienti che contribuì a costruire, diventati parte integrante dell’immaginario collettivo.

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Lutto nel cinema, un altro grande se n’è andato per sempre

È scomparso all’età di 83 anni Stuart Craig, uno dei più grandi scenografi della storia del cinema. Tre volte vincitore del Premio Oscar e autore di mondi entrati nella leggenda, ha firmato capolavori come Gandhi, Il paziente inglese e Le relazioni pericolose, oltre all’universo magico di J.K. Rowling che lui stesso rese vivo sul grande schermo. Craig ha ottenuto anche 16 nomination ai Bafta e tre vittorie, a conferma di un talento celebrato a livello internazionale e amato dal pubblico.

La sua carriera iniziò come art director su pellicole come Superman e Quell’ultimo ponte, per poi esplodere con The Elephant Man di David Lynch, che gli valse la prima nomination all’Oscar. Negli anni successivi collaborò con grandi registi come Richard Attenborough, Stephen Frears, Roland Joffé e Anthony Minghella, mostrando una versatilità rara: dal kolossal biografico alla commedia romantica, passando per i drammi storici, il suo tocco visivo rimase sempre riconoscibile ed elegante.

Oltre al talento, Craig era apprezzato per la sua gentilezza e disponibilità. Il collega Neil Lamont lo ha ricordato come “un vero gentiluomo, capace di mettere a proprio agio chiunque incontrasse sul set”. Condivise molti progetti con la scenografa Stephenie McMillan, sua collaboratrice più fidata. Lascia la moglie Patricia Stangroom, le figlie Becky e Laura e quattro nipoti. La famiglia, in un messaggio diffuso alla stampa britannica, lo ha descritto come “un marito e un padre amatissimo, la cui eredità vivrà nei mondi che ha creato”.


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