Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Garlasco, a Quarta Repubblica parla il giudice che ha assolto Alberto Stasi

  • Italia

A distanza di quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, il caso continua a sollevare dubbi e discussioni. L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, è tornato al centro del dibattito pubblico durante la puntata di Quarta Repubblica andata in onda lunedì 8 settembre. La trasmissione condotta da Nicola Porro ha riportato l’attenzione sulle nuove indagini e, soprattutto, sul percorso giudiziario che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima.

Tra gli ospiti in studio c’era il giudice Stefano Vitelli, che nel primo processo assolse Stasi. A lui Porro ha rivolto una domanda diretta: “Quali indizi non la convincevano e la portarono ad assolvere Stasi”? Il magistrato ha risposto senza esitazioni: “Innanzitutto l’alibi informatico – in primo grado è stato accertato che Stasi durante la mattinata ha lavorato alla tesi. Non solo non ha detto una bugia, ma nelle ore centrali della mattina era impegnato a casa sua in un lavoro intellettualmente significativo. Doveva completare e correggere la tesi. Lo ha fatto con sostanziale continuità, mettendoci la mano e il cervello”.


Delitto di Garlasco, parla il giudice che assolse Stasi

Vitelli ha poi spiegato come, a suo avviso, anche gli altri elementi a carico non apparissero così solidi. “Il secondo motivo è che sicuramente l’assassino, o uno degli assassini, è entrato in bagno. Abbiamo l’impronta insanguinata sul tappetino davanti allo specchio”. Da qui l’analisi su una delle prove più discusse: “Abbiamo anche, era uno degli indizi – prosegue il giudice Vitelli – l’impronta di Stasi sul dispenser. Allora Stasi ha lasciato quell’impronta di sangue dopo che si è lavato le mani dopo aver ucciso Chiara Poggi? Mancava il sangue nel sifone e sul dispenser. Possibile contro obiezione: manca il sangue perché ha lavato tutto molto bene. No, perché quel lavandino, e i miei periti sono stati chiari, era fisiologicamente sporco, c’erano anche dei capelli”.

Il ragionamento del magistrato si è soffermato sul concetto di “ragionevole dubbio”, principio cardine del diritto penale. “Quello che sembra l’assassino entrato in bagno, ad analizzarlo più approfonditamente pone dei problemi, delle sacche in cui si annida il ragionevole dubbio. È ragionevole quindi ipotizzare che l’assassino sia sì entrato, ma si sia solo specchiato, abbia preso i teli (la mamma di Chiara ricorda che ne mancavano), ma non è ragionevole nemmeno pensare che quell’impronta di Stasi possa essere non l’impronta di Stasi assassino, ma l’impronta di Stasi che la sera prima, mangiata la pizza, prima di mettersi al lavoro sulla tesi si sia lavato banalmente le mani”.

Porro ha incalzato ancora, chiedendo quale fosse secondo lui l’anomalia più grande della condanna arrivata in seguito con il rito abbreviato. Anche in questo caso Vitelli ha sottolineato l’importanza delle garanzie previste dalla legge: “Bisogna rispettare le sentenze, specie in un caso difficile come questo. Ma il ragionevole dubbio non è un espediente grazie al quale l’imputato la fa franca nonostante sia colpevole. È una garanzia vera, per cui in casi di concreta incertezza, multidirezionale, e secondo me il caso di Garlasco è paradigmatico, non si deve correre il rischio di mettere in galera un innocente. Meglio avere un colpevole fuori”.

Le parole dell’ex giudice hanno riacceso il dibattito su una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi decenni, che continua a intrecciare domande irrisolte, nuovi sviluppi investigativi e il difficile equilibrio tra giustizia, prove e garanzie processuali.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure