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“Quella fase è finita”. Seconda ondata Coronavirus: parla il dottor Remuzzi

Coronavirus in Italia, prende la parola Giuseppe Remuzzi. Durante un’intervista diffusa da Dagospia, l’esperto esprime il suo punto di vista sulla situazione di emergenza sanitaria ancora in corso. Remuzzi è professore in Nefrologia e Direttore del Dipartimento di Medicina Specialistica e dei Trapianti degli Ospedali Riuniti di Bergamo e della Divisione di Nefrologia e Dialisi dello stesso ospedale.

Una voce sicuramente autorevole e un punto di vista da tenere in considerazione. Così si esprime il professore Remuzzi, direttore dei Laboratori Negri Bergamo dell’Istituto Mario Negri, la cui attività scientifica riguarda soprattutto le ricerche sulle cause delle glomerulonefriti, i meccanismi di progressione delle malattie renali e gli studi nel campo del rigetto del trapianto. (Continua a leggere dopo la foto).


Il professore è anche autore di circa 770 pubblicazioni in riviste internazionali: “La fase epidemica in Italia è sostanzialmente finita. Il che non vuol dire che non ce ne sarà un’altra, ma che è improprio parlare di seconda ondata”, con queste parole il professore inizia a delineare un orizzonte chiaro verso cui tendere lo sguardo nei prossimi mesi. “Ormai siamo entrati nella fase della sorveglianza, che comprende la ricerca accurata dei contatti di persone positive al tampone”, aggiunge. (Continua a leggere dopo la foto).

“Il numero dei positivi non è una voce alla quale guardare con paura. Peraltro, ormai abbiamo test capaci di rilevare anche la presenza di frammenti di Dna virale, ma non è detto che appartengano ancora a un virus capace di contagiare”. Poi sul vaccino: “Tutti i vaccini proteggono. Poliomielite, pneumococco, tubercolosi. Anche varicella, parotite, morbillo, rosolia: garantiscono una protezione del 30-40 per cento. Ovviamente quelli più vicini nel tempo hanno una maggiore efficacia”. (Continua a leggere dopo le foto).

“L’unica cosa che conta è che ci siano pochi pazienti. Perché invece medici e infermieri sono sempre quelli, anzi il loro numero sta aumentando. E i malati si perdono anche per piccole cose, si perdono perché quando ne hai tantissimi non riesci a stare dietro a tutto e tutti. Il dato delle terapie intensive è il più importante”. In ultima battuta, questa la visione di Remuzzi: “Qualcosa rischiamo, qualcosa accadrà. Un po’ di scuole dovrà chiudere? Amen, fa parte della sorveglianza. Chiudiamo e riapriamo. Cerchiamo di essere seri. Tutti parlano di governo, tutti hanno una risposta per tutto. Nessuno sottolinea l’importanza della responsabilità personale”.

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