Impossibile dimenticare le Tatu. Era il 2002, quando Lena Katina e Julija Volkova, le ragazze che per anni hanno diviso l’opinione pubblica di tutto il mondo, si sono fatte conoscere al grande pubblico grazie al brano “All the things she said”, che salì ai vertici della classifiche ed ebbe anche il favore della critica. La canzone che parla di una storia amorosa tra due ragazze non accettata dai genitori di entrambe, divenne famosa soprattutto perché nel video è mostrato uno sfrenato bacio tra le due cantanti, in divisa scolastica e rinchiuse in una gabbia, alla fine però si vede che l’unica prigioniera dell’ignoranza è la folla.
Il conturbante duo, visto il grande successo di quel primo video, ha poi cominciato a comportarsi sempre in modo ambiguo, anche se in un documentario hanno dichiarato di non essere mai state lesbiche e che alla fine era tutta una bufala ideata per il marketing. (Continua a leggere dopo la foto)

Nel 2010 Julia Volkova, la mora del duo, ha iniziato il suo percorso da solista. Il 27 gennaio 2011 è stato aperto il suo sito ufficiale. Successivamente il giorno del suo compleanno (20 febbraio) si è esibita in pubblico, lanciando due brani e ancora oggi continua a fare la cantante. IN questi anni si è sottoposta a diversi interventi chirurgici e oggi il suo aspetto è completamente diverso. Ma il suo nome è saltato fuori dopo un annuncio che ha lasciato tutti sotto choc: Julia è stata picchiata selvaggiamente dall’ex fidanzato e ha lanciato un appello social. (Continua a leggere dopo la foto)
“La nostra relazione è iniziata per telefono, – ha raccontato – c’era tanta passione e tutto era bellissimo. Ma era l’inizio di una bella storia con un orribile finale. […] Alla fine volevamo mettere fine alla nostra storia, sono volata da lui e in pochi minuti non capivo più quello che stava accadendo. Pugni, botte ovunque e io sono caduta. La nostra tata era con noi, i miei figli hanno visto tutto, eravamo sulla strada, molte persone cercavano di tirarlo via lontano da me. Non ho pianto, ho cercato di sorridere perché c’erano i miei bambini, nonostante fossi sporca di sangue ovunque”. (Continua a leggere dopo la foto)



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“In ospedale mi hanno detto che non potevo prendere un volo e tornare a casa mia in Russia. Ero grave e avevo bisogno di un’operazione. Così sono andata ad Istanbul e l’intervento è durato 5 ore. Diciamo che è stata una cosa difficile perché la mascella era pezzata in 3 parti. Per ricostruirla sono servite 16 viti, ma il vero problema era che alcune ossa erano frantumate in piccoli pezzi. Mentre tutto questo accadeva lui era in macchina in giro con una pistola per uccidermi. Fino a che io sarò viva lui non riposerà”, ha concluso.
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