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Coronavirus, calano i malati ma torna a salire il numero dei morti

  • Italia

Sono quasi 27mila i morti in Italia nell’emergenza Coronavirus. Secondo i dati forniti dalla Protezione Civile nelle ultime 24 ore hanno perso la vita altre 333 persone (ieri i morti erano 260, il numero più basso da metà marzo), portando così a 26.977 il numero dei decessi dall’inizio della crisi. I casi totali sono 199.414 (+1739), i pazienti guariti 66.624 di cui 1.696 nelle ultime 24 ore. Torna a scendere il numero delle persone attualmente positive, in tutto 105.813 (-290). Sono oltre mille in meno rispetto a ieri i pazienti ricoverati con sintomi (20.353, -1019) e scende ancora il numero delle persone in terapia intensiva (1.956, -53). In isolamento domiciliare 83.504 persone. In tutto sono stati eseguiti 1.789.662 tamponi, i casi testati sono 1.237.317.

Intanto, in serata, è attesa la firma sul decreto che regolamenterà la Fase 2 in partenza il 4 maggio. Secondo fonti governative, saranno ancora vietati gli spostamenti da regione a regione, anche se sarà “consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Sì agli incontri con i familiari più stretti, alla ripresa delle attività sportive anche lontano da casa purché a distanza dagli altri e alle cerimonie funebri, ma soltanto alla presenza dei familiari più stretti. Continua dopo la foto


Tra le novità previste nella lotta documento alla lotta al coronavirus, la riapertura dei parchi ma resta il divieto di assembramenti, al punto da consentire al sindaco anche di chiudere gli spazi verdi usciti dal lockdown se necessario. “E’ vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati – si legge infatti nel testo del Dpcm – il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera”. Continua dopo la foto


“L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto di quanto previsto dalla lettera d)”, ovvero divieti di assembramenti “nonché della distanza di sicurezza interpersonale di un metro; il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera; le aree attrezzate per il gioco dei bambini sono chiuse”. Continua dopo la foto

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“Per consentire una graduale ripresa delle attività sportive, saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionali dal Coni e dalle federazioni, ma solo nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, evitando assembramenti e la possibilità di contagio da coronavirus. Dunque allenamenti a porte chiuse per le discipline individuali”. “Ora per fare attività fisica ci si potrà allontanare dalla propria abitazione – ha aggiunto il premier – ma rispettando la distanza di almeno due metri dalle altre persone se si tratta di attività sportiva più dinamica, mentre basterà un metro se si tratta di semplice attività motoria”.

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