Buona, deliziosa, se fosse anche leggera e non ingrassasse sarebbe il piatto forte della cucina italiana. Epperò non disperate, perché esiste un modo per rendere la frittura, di carne, pesce o verdure che sia, meno dannosa. A spiegare tutto nel dettaglio è la biologo nutrizionista Elena Dogliotti, della Fondazione Umberto Veronesi, che in un video ripreso dall’Huffington Post chiarisce alcuni aspetti importanti.
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“Cos’è che ci fa distinguere una frittura dannosa da una non dannosa? Innanzi tutto il tipo di olio”, dice. “È importante scegliere un olio che abbia un punto di fumo, ovvero il punto di temperatura in cui le molecole dell’olio cambiano […], che dev’essere il più elevato possibile. L’olio extra vergine d’oliva sicuramente risponde a questi requisiti […]. Subito dopo abbiamo l’olio di arachidi”, chiarisce.”Nel momento in cui noi superiamo questo punto di fumo, si può sviluppare l’acroleina, una molecola che è addirittura tossica per l’organismo”, spiega ancora. Assolutamente da non trascurare, poi, è la temperatura alla quale friggiamo. Tenerla costante è fondamentale.Non sarà leggera come un’insalata, ma neppure lesiva per l’organismo. Il consiglio resta comunque di farne un uso limitato, una volta a settimana.


