All’inizio sembra una di quelle notti d’estate che finiscono con una risata e un ultimo messaggio prima di dormire. Poi, però, succede qualcosa che spezza il silenzio dell’alba: una chiamata concitata, fari nel buio, sirene che arrivano troppo in fretta. E un’intera zona dell’hinterland milanese che si sveglia con un peso allo stomaco.
È domenica 21 giugno e sono le primissime luci del mattino quando, tra Senago e la sua periferia, si consuma un incidente che lascia attoniti. In pochi minuti la strada si riempie di mezzi di soccorso e volti increduli. Quello che viene trovato poco dopo è lo scenario che nessuno vorrebbe vedere. L’allarme scatta pochi minuti dopo le 5, in via per Cesate. Secondo le prime ricostruzioni, a bordo di una sola vettura ci sarebbero stati nove giovanissimi, ragazzi e ragazze tra i 17 e i 18 anni. Un numero impressionante, che da solo racconta l’atmosfera di una serata condivisa, forse il rientro a casa tutti insieme.
Per cause ancora da chiarire, chi era al volante avrebbe perso improvvisamente il controllo: l’auto è uscita di strada e si è ribaltata finendo nel canale Villoresi. Tutto in un attimo. E quell’attimo, da quanto emerge, è costato carissimo. La macchina dei soccorsi si mette in moto in modo massiccio. I vigili del fuoco arrivano con più squadre e si trovano davanti a un intervento complesso, tra acqua, lamiere e la necessità di raggiungere e tirare fuori i ragazzi dall’abitacolo.

AREU invia un dispiegamento imponente: sei ambulanze, due auto mediche e anche l’elisoccorso per accelerare i trasporti. Ma nonostante tutto, per tre dei giovanissimi non c’è stato nulla da fare. I sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso. Le identità, al momento, non risultano ancora ufficialmente rese note, in attesa delle comunicazioni alle famiglie.
Gli altri sei ragazzi sono stati estratti e affidati alle cure dei medici. Sono stati portati in codice giallo all’ospedale Niguarda di Milano, dove restano sotto osservazione. Ore in cui ogni notizia pesa, mentre le famiglie attendono aggiornamenti e la comunità prova a capire come sia potuto accadere. Intanto i vigili del fuoco hanno continuato a lavorare a lungo per completare le operazioni, compreso il recupero del veicolo dal canale: un intervento delicato, che richiede tempo e precisione.
Sul luogo dell’incidente sono arrivati anche i carabinieri di Rho, incaricati dei rilievi e della ricostruzione della dinamica. L’obiettivo è chiarire ogni passaggio: la velocità, eventuali ostacoli, le condizioni del tratto stradale, e qualsiasi elemento utile a capire perché l’auto sia finita fuori controllo. In queste ore resta lo choc di un’alba che doveva essere solo il confine tra una notte e il riposo, e che invece si è trasformata in una tragedia. Le indagini proseguono per dare risposte a una vicenda che, nel Milanese, ha già lasciato dietro di sé un dolore difficile anche solo da nominare.


