Un addio struggente, accompagnato da lunghi applausi e da un’intensa emozione collettiva, ha scosso Bologna il 30 luglio. Nella piccola chiesa di San Valentino, gremita come raramente accade, si è svolta la cerimonia funebre per uno dei più grandi protagonisti della musica italiana. Tra volti noti, amici di lunga data, colleghi e semplici ammiratori, si è celebrato il ricordo di un uomo che ha saputo lasciare un’impronta profonda e duratura nell’anima artistica del Paese. L’atmosfera è stata quella di un autentico tributo, fatto di musica, parole e silenzi colmi di commozione.
L’omaggio a Celso Valli, compositore, arrangiatore e produttore fra i più importanti della scena musicale nazionale, ha riunito un’intera generazione di artisti che con lui ha condiviso esperienze indimenticabili. La cerimonia ha preso vita non solo dentro la chiesa, ma anche fuori, dove Laura Pausini, tra le più colpite, ha intonato “Volare” in un coro improvvisato e partecipato che ha coinvolto i presenti. Era stata lei stessa, poco prima, a cantare visibilmente emozionata un brano liturgico durante il rito funebre: “per la tua salita al cielo”, aveva detto, prima di aggiungere, rivolgendosi ai giornalisti, “Celso ha lasciato l’impronta della musica italiana nel mondo e mi ha cambiato la vita”.
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Tra i partecipanti spiccavano nomi che hanno scritto la storia dello spettacolo italiano. Erano presenti Gianni Morandi, Eros Ramazzotti, Dodi Battaglia dei Pooh, Gaetano Curreri, Paolo Belli, Fio Zanotti, Claudio Cecchetto, i Matia Bazar e il manager Michele Torpedine. Tutti uniti nel ricordo di chi, più che un semplice professionista, era considerato un maestro e un amico. Nella chiesa di via della Grada si respirava un rispetto autentico, una riconoscenza profonda per un uomo che, pur lavorando sempre dietro le quinte, aveva cambiato il suono e la direzione della musica italiana dagli anni Ottanta in poi.

Presente anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che ha voluto onorare Valli indossando la fascia tricolore e intervenendo con parole sentite: “Penso che la città oggi sia in lutto e lo sarà per molto tempo“, ha detto, ricordando l’impegno gratuito che il musicista aveva offerto al Conservatorio cittadino. “La sua capacità di arrangiare la musica è qualcosa che ci unisce all’eternità”, ha aggiunto, citando anche il recente successo del progetto con Paolo Fresu e Ornella Vanoni al Teatro Comunale. Un segno evidente di quanto Valli amasse profondamente la sua città.


Celso Valli lascia il figlio Paolo, anche lui attivo nel mondo della produzione musicale, proseguendo così la tradizione di famiglia. La moglie Anna era scomparsa soltanto sei mesi fa, aggiungendo ulteriore dolore a un epilogo già amaro. Ma il ricordo che Bologna e l’Italia intera portano con sé è quello di un artista generoso, geniale e umile, capace di costruire un ponte tra le emozioni e le note, tra la tecnica e l’anima. Un uomo che ha reso la musica non solo un mestiere, ma una missione.
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