È scoppiata la Terza guerra mondiale?

Il segretario generale della Nato Rasmussen è forse stato il più chiaro tra i big della politica internazionale. Il senso delle sue dichiarazioni è questo: se la Russia sconfina, la Nato interviene a difesa dell’Ucraina. E mentre Kiev chiede ufficialmente aiuto anche all’Unione europea, l’organizzazione atlantica studia come e cosa dislocare a contenimento dell’avanzata russa nella parte orientale dell’Ucraina. Notizia di oggi è lo sconfinamento di un migliaio di soldati di Mosca, un fatto “altamente tossico” per l’equilibrio internazionale: anche se quella porzione di Ucraina è controllata dai filorussi è pur sempre territorio di un altro Stato sovrano. Per dirla in un altro modo questa non è solo contrapposizione tra est e ovest, è una interpretazione particolare della teoria della geopolitica del caos. Troppi attori, troppe rivendicazioni, troppa asimmetria e non convenzionalità.
Perché caos è nel Vicino e Medio oriente, con il rafforzamento della guerriglia che punta alla costruzione dello Stato islamico. Che in parte già esiste a cavallo tra Iraq e Siria, una fetta di terra dove le minoranze vengono spazzate via a suon di mitra e impiccagioni e crimini contro l’umanità. A qualche migliaio di chilometri si è tirato un sospiro di sollievo con la tregua tra Hamas e Israele. Durerà? Perché se a quelle latitudini ogni situazione è un mondo a parte, spesso si riesce a trovare il collante tra una e un’altra causa ideologica, politica o religiosa che sia. Che il mondo sia in subbuglio lo dimostra anche la situazione in Libia: tribù contro tribù, Stato (che non esiste) contro l’antistato. Il mondo è da rifare, quel nuovo equilibrio internazionale che si è cercato di costruire negli ultimi vent’anni non è mai arrivato.