Le tensioni attorno al caso Garlasco continuano a riflettersi anche nel dibattito televisivo. Tra indagini ancora aperte, polemiche sui social e le conseguenze personali che la vicenda sta avendo sui protagonisti e sulle loro famiglie, il confronto pubblico resta particolarmente acceso.
Nella puntata di È sempre Cartabianca ampio spazio è stato dedicato alle condizioni di Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, ricoverata la scorsa settimana dopo un tentativo di suicidio. Nel corso della trasmissione si è parlato anche del clima che si è creato attorno all’inchiesta e delle reazioni che continuano a susseguirsi sul web.
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Garlasco, l’accusa choc a Bianca Berlinguer in diretta. Per l’ospite finisce malissimo
Interpellato dalla conduttrice Bianca Berlinguer, l’avvocato di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti, ha fornito un aggiornamento sullo stato di salute della donna: “Le condizioni sono statiche. Il rischio che ci ricaschi è grosso“. I legali hanno inoltre denunciato che la madre dell’indagato continuerebbe a ricevere messaggi d’odio da parte di sconosciuti.

Cataliotti ha quindi rivolto un appello alla prudenza: “L’appello è quello di moderare i toni, nei confronti di tutti”. Un invito condiviso dalla stessa Berlinguer, che ha osservato: “Questa cosa delle tifoserie è insopportabile. Mi auguro che questo clima non continui, il rischio è che da settembre la situazione peggiorerà”.
Cataliotti ormai lo abbiamo perso..e questo sarebbe un bravo avvocato? Ma non fatemi ridere #Garlasco litigioso polemico sa tutto lui e ne spara di ogni…le consulenze difesa hanno sconfessato? ma dove quando in quale dei tuoi incubi? pic.twitter.com/xmBovd0azP
— The Director (@thedirectormov) June 24, 2026
Sul tema è intervenuto anche Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, presente in studio. “Io e la mia collega abbiamo dato un chiaro messaggio, per esempio non abbiamo mai commentato le parole dei famigliari di Chiara Poggi. Io stesso sono stato investito da apprezzamenti riprovevoli nei miei confronti fatti da protagonisti di questa vicenda e ho perdonato perché a volte ci sono toni che si usano perché non si è sereni”.

De Rensis ha aggiunto: “Nel 2007 c’è stato un linciaggio nei confronti di Alberto Stasi, fatto in maniera diversa, perché ovviamente non c’erano i mezzi di comunicazione di adesso, ma l’attenzione mediatica era universalmente colpevolista. Questa è una storia piena di dolore, iniziato il 13 agosto quando hanno ucciso Chiara Poggi”.
La discussione si è accesa quando Bianca Berlinguer ha chiesto a Cataliotti se la famiglia Sempio non si fosse esposta eccessivamente attraverso le numerose apparizioni televisive. In risposta, il legale ha affermato: “Temo che questo programma stia assumendo evidentemente un taglio marcatamente colpevolista“.
Cataliotti ha poi difeso le scelte del suo assistito: “Non rispondere a un magistrato è una facoltà sacrosanta riconosciuta all’indagato e, nel caso di specie, suggeritagli dai difensori. Le interviste fatte da Andrea Sempio sono state all’insegna della correttezza, dell’educazione, della chiarezza e della trasparenza. Non ha avuto una parola fuori luogo quanto ad accuse ad altri. Non è mai stato pagato, così come il sottoscritto. Ha rappresentato la sua versione”. E ancora: “Su suggerimento dei difensori non ha risposto alle domande dei magistrati che vertevano al 95% su argomenti tecnici debolissimi, sistematicamente sconfessati dalle nostre consulenze. Il vostro servizio ha dato uno spazio gigantesco e acritico a quelle che sarebbero state le risultanze istruttorie dell’indagine lasciando cinque parole alle altrettante consulenze da noi depositate, che non valgono meno di quella della Procura”.
La replica della conduttrice è stata immediata: “Non abbiamo mai tifato per nessuno e c’è stato sempre riconosciuto. Non accetto le sue scuse e le rimando al mittente. Abbiamo sempre cercato di raccontare le questioni di Sempio e le questioni di Stasi. Intendevo dire che più vai in televisione più ti esponi al massacro del web e delle altre trasmissioni televisive, tant’è che Stasi non c’è quasi mai andato”.
Il confronto è poi proseguito anche tra Cataliotti e De Rensis, con i due avvocati che hanno difeso il comportamento dei rispettivi assistiti dopo il delitto di Garlasco, confrontandosi sulle indagini, sugli interrogatori e sugli elementi scientifici al centro della nuova inchiesta.


