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Carlo Conti, brutta notizia dopo la prima serata di Sanremo

La prima serata di Sanremo 2026 ha riacceso le luci sull’Ariston con un carico di attese altissime, tra debutti, ritorni e momenti celebrativi che hanno trasformato il martedì 24 febbraio in una vera maratona televisiva. Sul palco si sono alternate tutte e trenta le canzoni in gara, in un susseguirsi serrato di esibizioni che ha segnato l’esordio da conduttrice di Laura Pausini accanto a Carlo Conti, con la presenza del super ospite Tiziano Ferro, del volto turco amatissimo dal pubblico italiano Can Yaman e perfino di una “carrambata” con Kabir Bedi.

Non sono mancati i momenti istituzionali, come l’omaggio alla signora centenaria per celebrare gli ottant’anni della Repubblica, e quelli più strettamente legati alla storia del Festival, con i tributi a Pippo Baudo e Peppe Vessicchio.

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Ascolti Sanremo, flop per la prima serata: 3 milioni di spettatori in meno dello scorso anno

I numeri, come sempre, hanno raccontato una parte fondamentale della serata. L’appuntamento inaugurale è stato seguito da 9,6 milioni di spettatori, pari al 58% di share, un dato importante ma inevitabilmente confrontato con quello dello scorso anno. Nel 2025, primo Festival del dopo Amadeus e prima edizione calcolata con la total audience, la serata d’esordio aveva toccato il 65,3% di share con 12,6 milioni di spettatori, includendo anche la visione su pc, tablet e smartphone collegati in diretta, ma non le clip su RaiPlay.

Il confronto era nell’aria già alla vigilia. In conferenza stampa, Carlo Conti aveva scelto la strada della prudenza, quasi a voler disinnescare sul nascere ogni paragone ingombrante. “L’altro anno quando sono arrivato ho detto che era impossibile eguagliare certi numeri, invece un po’ il caso, un po’ la fortuna e la bravura mi hanno aiutato. Eppure il giorno dopo non sono entrato in sala stampa camminando a cinque centimetri da terra. Non mi esalto se le cose vanno bene e non mi abbatto se i risultati non sono gli stessi anche perché si tratterebbe di battere me stesso”, ha dichiarato.

sanremo celentano assente
sanremo celentano assente

Parole che suonano come una dichiarazione di equilibrio in un’edizione che segna una nuova fase per il Festival. La presenza di Laura Pausini in veste di co-conduttrice, l’alternanza tra momenti pop e richiami alla memoria collettiva, l’intreccio tra spettacolo e celebrazione istituzionale hanno costruito una serata pensata per parlare a pubblici diversi, tenendo insieme tradizione e contemporaneità.

E se i dati Auditel certificano un risultato solido ma distante dal picco record dello scorso anno, il vero banco di prova sarà la tenuta nelle prossime serate. Sanremo, ancora una volta, dimostra di essere molto più di una gara canora: è un rito collettivo che si misura non solo in ascolti, ma nella capacità di catalizzare l’attenzione del Paese. La partenza è stata intensa, carica di simboli e di ospiti di peso. Ora la sfida è trasformare l’avvio in slancio e capire se questo 2026 saprà ritagliarsi un posto nella lunga storia del Festival.


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