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“La donna vicina a Danas è mia zia”. Denise Pipitone, colpo di scena a Storie Italiane

Eleonora Daniele a Storie Italiane si sofferma ancora un po’ sulla scomparsa di Denise Pipitone. La speranza è quella di ritrovarla, magari all’estero, magari ignara sulla propria identità. Dallo studio, la padrona di casa, si collega in diretta con una ragazza, Mariana Trotta. La giovane spiega la sua storia: lei è di origini rom, ma è stata adottata e vive da anni in Italia. Negli anni ha sentito il bisogno di conoscere la sua famiglia biologica e in quell’occasione ha incontrato la donna che appare nel video in cui si vede quella che molto probabilmente potrebbe essere Denise a Milano insieme a una donna di origini rom.

Parliamo del filmato in cui si intravede una bimba che parla con un accento siciliano che è in compagnia di alcuni rom e filmata da Felice Grieco, la guardia giurata. La giovane Mariana spiega a Storie Italiane di non aver mai seguito la vicenda di Denise, essendo lei molto piccola. Dopo che il fatto è tornato sulle pagine di cronaca, lei ha notato il video pubblicato da Grieco e in quel caso ha riconosciuto la donna del video. Spiega di aver fatto la segnalazione alle autorità e ha raccontato quello che è successo: “Io sono una ragazza adottiva di origini rom e circa 3 anni fa ho avuto il desiderio di trovare la mia famiglia e nel 2018 sono riuscita a risalire ai miei genitori biologici e sono andata a trovarli a Parigi”.

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Storie Italiane: “Zia Florina”

La ragazza spiega a Storie Italiane di essere stata una settimana con la sua famiglia di origine e in quell’occasione vide la mamma e la sorella all’inizio in un albergo e poi è stata portata in un campo rom. In quell’occasione ha visto la donna che poi ha riconosciuto nel video: “Questa donna nel campo era una figura importante, la mattina tutti andavano a chiedere l’elemosina e lei cucinava per tutti, mi rimase impressa perché era una persona che era un punto di riferimento. Che poi quella donna sarebbe anche mia zia. Non so il nome, dicono che si chiamava Silvana me da me si faceva chiamare Florina”.


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La giovane tuttavia non nasconde la sua paura e racconta a Storie Italiane: “C’è da pensare che questa è gente pericolosa”. Poi ricorda di una ragazza che era la figlia dello zio e di Florina: “Io non ho mai sentito chiamarla Danas, ma questa ragazza non sapeva la sua età, avrà avuto tra i 17 e i 18 anni. Era molto traumatizzata, parlava pochissimo francese, parlava poco italiano, parlava sinti, ma non parlava quasi mai in realtà e si faceva capire a gesti”.

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E ancora, conclude in collegamento con Storie Italiane: “Era messa male, ricordo che non aveva i denti, spesso le tremavano le mani. Ricordo che era molto controllata e che non le veniva mai permesso di uscire nel campo rom”. Poi ricorda un dettaglio: “Una volta io e la ragazza siamo state sole in camera e lei mi disse che non sapeva chi fosse la sua famiglia biologica e non sapeva la sua identità, mi fece questa confidenza che mi toccò molto perché io vivevo la stessa cosa”.