“È disumano…”. Vladimir Luxuria, l’amarezza e poi lo sfogo in diretta tv dopo quello che ha scoperto

Durante la puntata di Storie Italiane è intervenuta Vladimir Luxuria. La conduttrice Eleonora Daniele ha voluto dare spazio ai genitori di bambini affetti da SMA, che da tempo chiedono l’autorizzazione di un farmaco importantissimo per la lotta contro questa malattia. E sul tema ha volto dare la sua opinione anche Luxuria che ha affrontato la questione di petto.

Tutte le vite, in particolar modo quelle dei bambini, non possono avere un prezzo – ha detto -. La vita e la salute di un bambino non hanno prezzo. Non c’è più tempo, bisogna dare una risposta immediata, questi bambini sono ricoverati. Ai loro genitori va tutto il nostro abbraccio”. (Continua dopo la foto)


A proposito del farmaco, Luxuria è stata ancora più chiara: “Pensare che se un bambino o una bambina ha sette mesi, o semplicemente sei mesi e una settimana, non ha diritto al farmaco, mi sembra la cosa più disumana”. (Continua dopo la foto)

Luxuria sembra aver preso particolarmente a cuore la questione dei genitori dei bimbi malati si SMA che chiedono l’autorizzazione di un farmaco: “Per questi genitori è un diritto sapere subito!” ha affermato. Alle sue parole ha fatto eco la padrona di casa Eleonora Daniele ripetendo con fermezza: “Subito”. In studio erano presenti anche Gilles Rocca e la sua fidanzata Miriam Galanti e anche loro hanno fatto un appello per questi bambini. (Continua dopo la foto)

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A loro si è unita anche Maria Grazia Cucinotta, intervenuta tramite collegamento, che fin dalla prima puntata durante la quale Eleonora Daniele ha affrontato questo tema delicato si è fatta portavoce dei genitori di questi bambini che lottano contro la SMA, atrofia muscolare spinale. Come si legge sul sito di Telethon, si tratta di una patologia neuromuscolare caratterizzata dalla progressiva morte dei motoneuroni, le cellule nervose del midollo spinale che impartiscono ai muscoli il comando di movimento. La Sma colpisce circa 1 neonato ogni 10.000 e costituisce la più comune causa genetica di morte infantile.

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