“Quando è morto io non c’ero”. Domenica in, Sinisa Mihajlovic si commuove davanti a Mara Venier. Poi la meravigliosa notizia

Sinisa Mihajlovic sta bene, ma non dimentica i terribili mesi della battaglia contro la leucemia. E ora che è trascorso più di un anno dal trapianto di midollo osseo, il tecnico del Bologna ha deciso di raccontare le sue sensazioni più intime provate durante la battaglia più difficile. Lo ha fatto nel corso di una lunga e intensa intervista a ‘Domenica In’, su Rai 1. Durante la quale Mihajlovic nulla ha fatto per nascondere la sua emozione.

Già l’arrivo in studio ha infatti scatenato la sua commozione. Mara Venier lo ha presentato con queste parole: “Tu sei un campione della vita e nella tua vita professionale”. E immediatamente gli occhi dell’allenatore serbo si sono fatti lucidi. Mihajlovic ha quindi voluto spiegare in che modo ha preso il via il suo personale incubo: “Tutto è cominciato quando ha iniziato a farmi male una gamba, nemmeno riuscivo a poggiare il piede per terra”. (Continua a leggere dopo la foto)


Racconta: “Dopo una risonanza magnetica è saltato fuori che avevo la leucemia”. Nel frattempo per fortuna tutto sembra essersi risolto. “Il 29 ottobre è passato un anno dal trapianto. Ora ho fatto gli accertamenti e tutti i valori sono perfetti. Sto finalmente bene”. Poi ancora: “Avevo paura, ma il coraggio era ancora di più”. Ricordiamo che nel corso dell’estate Mihajlovic ha dovuto combattere anche contro il Coronavirus. (Continua a leggere dopo la foto)

Importante fu anche Verona-Bologna del 25 agosto 2019. Fu quella la prima partita di Mihajlovic dopo la malattia, una sera che il tecnico rossoblù ricorda bene: “Tutti erano sorpresi, qualcuno neanche riusciva a parlare”. E conclude: “Ero come un morto che camminava, ma sono voluto andare lo stesso allo stadio”. “L’affetto di tutti i tifosi, anche in stadi dove in un certo senso mi odiano, mi ha dato forza. Moltissima forza“, ha concluso Mihajlovic. (Continua a leggere dopo la foto)

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Poi grande emozione quando la band di Domenica In, ha intonato la canzone preferita del padre di Sinisa: “L’unico rimpianto della mia vita è legato a lui – ha sottolineato – non l’ho potuto vedere nell’ultimo giorno della sua vita perché avevo promesso ai miei due figli di portarli a Madrid a vedere la finale di Champions dell’Inter. E allora ogni giorno quando penso a lui bevo due bicchieri di grappa”.

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