Mentre le indagini della Procura di Pavia vanno avanti con Andrea Sempio indagato, nei giorni scorsi è scoppiato un nuovo caso sul delitto di Garlasco. Tutto parte da un nuovo sopralluogo nella villetta dove fu uccisa Chiara Poggi nell’agosto del 2007. Un’iniziativa che ha riaperto il confronto mediatico su alcuni elementi della ricostruzione processuale. La criminologa Roberta Bruzzone ha effettuato un accesso all’interno dell’abitazione per svolgere alcune verifiche tecniche. Del sopralluogo si è discusso anche durante la trasmissione ‘Lo Stato delle Cose’, condotta da Massimo Giletti, che ha espresso perplessità sulla reale necessità di consentire l’ingresso all’esperta nella casa della famiglia Poggi.
Bruzzone è entrata nella villetta ripresa dalle telecamere di ‘Quarto Grado’. Nel servizio mandato in onda nei giorni scorsi, la criminologa ha illustrato le proprie valutazioni soffermandosi in particolare su un dettaglio del racconto fornito da Alberto Stasi: la porta a soffietto della cantina. Proprio questo passaggio ha attirato l’attenzione di Giletti, che ha trasmesso anche un’intervista realizzata subito dopo il sopralluogo.
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“Perché Roberta Bruzzone…?”. Garlasco, la frecciata di tv di Massimo Giletti alla criminologa
Nel corso della puntata, il conduttore ha dedicato uno spazio al caso interrogandosi sul ruolo della criminologa: “Ma la Bruzzone è una consulente della famiglia Poggi? Era lì per Rete4, per Nuzzi? Chiedo seriamente, stiamo parlando di cose delicate e di una persona che è in carcere”. A rispondere è stata la giornalista Ilenia Petracalvina, presente in studio: “Ad oggi non credo sia una consulente della famiglia Poggi. Lei ha chiesto di poter fare un sopralluogo all’interno della casa e le è stata data la possibilità di farlo”.

La risposta però non deve aver convinto Giletti, che poco dopo ha lanciato n’altra stoccata, prendendo di mira anche il conduttore di Rete 4: “Nuzzi (con il video della Bruzzone in casa Poggi, ndr) ha fatto un colpo teatrale e televisivo interessante, mancava Sempio ed era tutto perfetto”. Ma per quale motivo Bruzzone si è recata nella villetta? Accompagnata dalle telecamere di Quarto Grado, la criminologa ha spiegato di voler verificare la versione fornita da Alberto Stasi sull’apertura della porta della cantina. “Siamo qui per ricostruire fedelmente e verificare se quello che dice di aver fatto sia possibile, nei tempi cristallizzati delle due telefonate”, ha dichiarato.
Entrando nel merito tecnico, Bruzzone ha evidenziato l’assenza di impronte di Stasi sulla porta. Da qui la sua interpretazione investigativa: secondo la criminologa, il racconto dell’ex fidanzato della vittima servirebbe a giustificare preventivamente eventuali tracce. “Stasi mente dicendo che l’ha trovata chiusa – ha detto Bruzzone subito dopo il sopralluogo a Garlasco – Prima di fare l’accesso mi sono sincerata che le condizioni della porta fossero le stesse, era difettosa, ma è rimasta tale. Stasi e la sua difesa prenderanno malissimo la mia attività”. L’esperta ha ribadito la propria convinzione aggiungendo che “Stasi e la sua difesa prenderanno male la mia attività” e che “la porta non si apre neanche se muori come lui dice di averla aperta”.

In studio a Lo Stato delle Cose era presente anche l’avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, che pur evitando di commentare direttamente il sopralluogo delal criminologa a Garlasco, ha espresso la propria posizione sulla questione della porta a soffietto: “Non so il motivo di questo accesso, a me e all’avvocato Bocellari interessa meno di zero. Mi rivolgo però agli abitanti del Pianeta Terra perché i marziani sono sempre dietro l’angolo… se è l’assassino ha fatto delle cose e ha interagito con quella porta altrimenti non dobbiamo più parlarne!”. Il legale ha poi aggiunto: “Non ci sono impronte da nessuna parte, sulle dita della povera Chiara ci sono le impronte dell’indagato e voi siete prontissimi a dire che è stato il telecomando, la maniglia, il telefono. Invece le non impronte di Stasi sono un problema, quelle di altri sono giustificate”.


