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“Questa roba qui… Chiara…”. Garlasco, l’avvocato De Rensis esplode in diretta. Milo Infante costretto a intervenire

La puntata di “Ore 14” andata in onda il 10 giugno ha visto uno scontro dai toni infuocati durante lo spazio dedicato al caso di Garlasco, riportando in primo piano le tensioni ancora vive attorno all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nell’agosto del 2007. A far salire la temperatura in studio è stata la discussione tra lo scrittore Piero Colaprico e l’avvocato Gian Luigi Tizzoni De Rensis, legale di Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima, condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di carcere.

Il motivo dello scontro? Una ricostruzione fatta da Colaprico su quello che, a suo parere, potrebbe essere accaduto tra Chiara e Alberto nelle ore precedenti al delitto. Lo scrittore ha parlato di una “ragazza molto innamorata” e ha ipotizzato che, durante la sera precedente l’omicidio, la giovane potesse aver avuto una conversazione significativa con Stasi, forse legata a elementi emotivamente importanti per la coppia. Secondo Colaprico, questa ipotetica conversazione potrebbe aver avuto un ruolo nell’evolversi dei fatti che si sarebbero verificati la mattina successiva.


Ore 14, lite tra l’avvocato di Stasi e lo scrittore Piero Colaprico

Ma le sue supposizioni hanno fatto infuriare l’avvocato De Rensis, che ha subito interrotto l’intervento, protestando con veemenza: “Nessuno di noi conosceva Chiara, nessuno sa quali fossero i rapporti tra loro due. Non possiamo permetterci di inventare nulla”.

Lo scrittore ha però difeso la propria posizione, sostenendo che alcune deduzioni possono essere tratte dai documenti processuali e dai racconti delle amiche della ragazza, che avevano confermato la sua dedizione al rapporto con Alberto. A quel punto De Rensis ha accusato il programma di dare spazio a “ricostruzioni romanzate”, arrivando a dichiarare: “Se dobbiamo raccontare fiabe, allora mi esonerate”. L’atmosfera si è fatta sempre più pesante, tanto che Milo Infante, conduttore della trasmissione, è dovuto intervenire per invitare alla calma e ricordare che “il confronto deve esserci, ma senza alzare i toni”.

Nonostante il richiamo, la tensione non è calata. De Rensis ha tentato di smontare la ricostruzione di Colaprico con un esempio: “Se Chiara quella mattina avesse scoperto qualcosa di davvero sconvolgente, non avrebbe riaccolto Alberto in casa dopo avergli restituito il computer nel cortile”. Una considerazione che, però, non ha convinto il giornalista-scrittore, il quale ha insistito nel dire che le sue riflessioni non intaccano in alcun modo la memoria della vittima. “La doppia vita di Chiara non esiste, è una menzogna. Abbiamo una ragazza innamorata, devota”, ha ribadito Colaprico.

La tensione ha raggiunto il culmine quando l’avvocato ha deciso di abbandonare momentaneamente il dibattito, esasperato dalla piega che aveva preso il confronto. “Io mi chiamo fuori, continuate senza di me”, ha detto visibilmente contrariato. Poco dopo, ha spiegato: “Questa roba qui… io l’ho già sentita e anche capita. Dico sempre che non mi arrabbio, ma qui non c’è un percorso intellettualmente onesto”.

Nemmeno l’intervento della criminologa Roberta Bruzzone ha contribuito a riportare la calma. Con tono ironico, la dottoressa ha sottolineato: “Questa volta De Rensis si è arrabbiato, ma non per colpa mia”, strappando un sorriso nervoso ma senza riuscire davvero a placare lo scontro. Il dibattito si è così concluso con una spaccatura evidente tra chi sostiene che sia legittimo interrogarsi e ipotizzare su quanto accaduto e chi, come il legale di Stasi, difende la necessità di rispetto e rigore in assenza di certezze assolute.


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