Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Perché mi ha denunciato”. Teresa Cilia, cosa è successo con la numero uno di Uomini e Donne

Una sentenza arrivata dopo anni di silenzi, diffide, accuse reciproche e un processo lungo sei anni ha finalmente messo un punto fermo sulla vicenda giudiziaria che ha visto protagoniste due volti noti della televisione italiana: Teresa Cilia, ex tronista di Uomini e Donne, e Raffaella Mennoia, storica autrice del dating show di Canale 5. Ieri, Cilia ha annunciato su Instagram la propria assoluzione da tutte le accuse mosse contro di lei, lasciando trapelare emozioni contrastanti tra la soddisfazione per l’esito giudiziario e l’amarezza per quanto vissuto.

La vicenda parte da lontano, quando Mennoia denunciò Teresa Cilia, ritenendosi diffamata da alcune dichiarazioni pubbliche rilasciate sui social. Secondo quanto si legge negli atti, le accuse consistevano nell’aver “utilizzato il suo nome e quello del programma per ottenere follower”, nell’essersi promossa tramite contenuti pubblicitari su Instagram e nel “dare adito ad accuse di illeciti” all’interno di un video. Ma a distanza di anni, il Tribunale ha rigettato le contestazioni, definendole “fatti che non risultano veri”.

“Giustizia è fatta”. Teresa Cilia denunciata dalla potente di Uomini e Donne, è finita


Teresa Cilia: “Perché Raffaella Mennoia mi ha denunciato”

Nella sentenza, il giudice ha usato parole molto nette per descrivere il divario di forze in campo. “Davide contro Golia, quest’ultimo supportato da un esercito di consulenti e avvocati”, si legge. E ha sottolineato come, nonostante l’imputata non abbia mai messo in discussione la correttezza di redazione, produzione e presentatrice del programma, le siano state mosse accuse sproporzionate e non supportate da riscontri. Anzi, proprio nei frammenti di stories acquisite agli atti, Teresa ha più volte ribadito la propria riconoscenza verso tutti i soggetti coinvolti, individuando nella sola Mennoia la causa del conflitto, a partire da un episodio legato a una relazione sentimentale con l’allora tronista Jack Vanore.

Uno degli aspetti centrali della vicenda è legato alla famosa diffida. All’epoca dei fatti, diversi ambienti vicini alla società di produzione Fascino smentirono l’esistenza di tale provvedimento. “A quanto mi risulta Fascino non ha diffidato nessuno”, si leggeva in dichiarazioni circolate nel 2019. E invece no: secondo quanto stabilito ora, quella diffida fu davvero inviata, su richiesta esplicita di Mennoia, il 13 agosto 2019, anche ai social network coinvolti. Un dettaglio che ha colpito profondamente Teresa, la quale sui social ha raccontato la fatica e il dolore di sei anni passati tra udienze, spese legali e silenzi.

@ciliateresa

♬ suono originale – Teresa CIlia

“È sconcertante leggere certe cose”, ha confessato Cilia in un video pubblicato su TikTok. “Mi sono ritrovata sola, contro tante persone che nemmeno conoscevo, con uno schieramento legale sproporzionato. Io non ho mai voluto gettare fango, né mi sono mai permessa di accusare nessuno. Ho solo detto quello che pensavo, eppure ho dovuto difendermi per anni”. La conclusione del processo ha confermato la sua innocenza, ma resta il peso di un’esperienza che l’ha segnata profondamente. “Ho percorso io questo calvario – ha aggiunto – e non vi nascondo che rileggere tutto è stato emotivamente molto pesante”. Ma da oggi, la sua voce torna libera. E promette: “Ne parlerò ancora, un pezzo alla volta”.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure