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“Perché avete messo in mezzo Stasi…”. Nicola Porro e l’ex comandante dei Ris: la bomba su Garlasco

C’è grande attesa per una possibile svolta sul caso Garlasco. Si avvicina infatti la chiusura dell’incidente probatorio, fissata per il prossimo 18 dicembre, un appuntamento seguito con grande interesse perché rappresenta un passaggio chiave della nuova inchiesta aperta dalla Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto di diciotto anni fa. L’udienza servirà a cristallizzare le prove finora raccolte.

Al centro del confronto ci sarà soprattutto la relazione della genetista Denise Albani, relativa al Dna rinvenuto sulle unghie della giovane vittima. Secondo la perizia, il materiale genetico sarebbe compatibile con la linea patrilineare della famiglia di Andrea Sempio, ma non consentirebbe un’identificazione univoca. Da giorni il caso è tornato al centro dell’attenzione mediatica. A occuparsene è stata anche Quarta Repubblica, la trasmissione condotta da Nicola Porro su Rete 4, nell’ultima puntata andata in onda il 16 dicembre.

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“Perché avete messo in mezzo Stasi…”. Nicola Porro e l’ex comandante dei Ris: la bomba su Garlasco

Ampio spazio è stato dedicato al giallo di Garlasco, con un’intervista al generale Luciano Lago, ex comandante dei RIS. Il generale Lago è stato chiamato a commentare, in particolare, la nota perizia De Stefano del 2014, che non confermò ma neppure escluse la presenza di materiale genetico riconducibile ad Alberto Stasi sulle unghie di Chiara Poggi.

A distanza di undici anni, Lago sembra oggi rivedere alcune conclusioni di quell’elaborato. “Che il perito dica: ‘Erano tutti d’accordo, eccetera’, a mio avviso non lo può dire – le parole del militare dell’Arma a Quarta Repubblica – nel senso che comunque il perito era lui, la responsabilità della scelta è tutta sua. Io avevo suggerito una tecnologia che avrebbe garantito maggiori chance di successo analitico. Questo non è stato fatto. Era una tecnica considerata avanzata, era un po’ avanzata però esisteva in Italia, la facevano, penso, un paio di laboratori, non di più. Io scrissi una mail: ‘Io suggerisco di fare questa roba qua, poi il perito fa le sue scelte’”.

Sulla quantificazione dei risultati, Lago ha aggiunto: “Dal mio punto di vista, non era neanche pensabile di non farla. Forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più e di meglio. Quando il risultato è quello che è uscito, si porta dietro un po’ le criticità che sono figlie di quelle scelte. Con quel risultato, a mio avviso, non sussistevano i requisiti tecnici per fare dei ragionamenti”.

Ed è qui che cambia l’analisi sulla perizia. Lago precisa infatti: “Quando poi il perito ha detto: ‘Non posso nemmeno escludere che sia di Stasi’, a mio avviso quella non è un’espressione appropriata, perché se tu dici che quei risultati non sono sufficienti per essere utilizzati a fini identificativi, non puoi includere, non puoi escludere, non puoi fare niente, quei risultati non esistono”. E ancora: “Attenzione: è un perito che scrive una cosa nelle conclusioni della perizia, quindi non è un opinionista. Questa frase chiaramente genera equivoci: ‘Non posso escludere Stasi’, cioè sembra scritta per accondiscendere qualcuno. Getta un sospetto? Sì, un po’ sì”.

A commentare le dichiarazioni è stato anche il conduttore Nicola Porro: “Non so se sono dichiarazioni fortissime perché questo era il capo del RIS e dice: ‘Per quale motivo avete messo in mezzo Stasi? Perché avreste dovuto dire: non è nulla recuperabile, non sappiamo nulla, non si può dire nulla’”.

Un interrogativo che in molti si sono posti soprattutto negli ultimi giorni, dopo il deposito della perizia della dottoressa Albani, secondo cui sulle unghie di Chiara Poggi non vi sarebbe alcuna traccia certa di Alberto Stasi, nemmeno lontanamente paragonabile. Lo stesso ragionamento varrebbe per Sempio, che sarebbe presente “alla lontanissima”, con un aplotipo Y riferibile alla sua linea maschile, ma potenzialmente riconducibile a migliaia di persone in tutta Italia.


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