Il dopo-puntata di “È sempre Cartabianca” ha fatto parlare quanto, se non più, della diretta stessa. Un confronto acceso sul conflitto in Medio Oriente è degenerato in una rissa verbale che ha visto protagonisti Enzo Iacchetti ed Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele. L’attore e conduttore, al culmine della discussione, ha insultato pesantemente il suo interlocutore dandogli dello “stro pezzo di ma” e arrivando persino a minacciarlo di prenderlo “a pugni”. Un fuori programma che non è passato inosservato: il video ha fatto immediatamente il giro del web, scatenando reazioni contrastanti e dividendo commentatori e opinione pubblica.
La miccia si è accesa durante una disputa sulla guerra tra Gaza e Israele, un tema che già in passato aveva acceso polemiche nello studio del talk show di Rete 4. Le accuse reciproche si sono moltiplicate in pochi istanti, trasformando quello che doveva essere un confronto televisivo in un botta e risposta al limite dell’aggressione. In particolare, Mizrahi aveva dato del “fascista” a Iacchetti, ricevendo in cambio insulti e minacce. La tensione ha reso impossibile qualsiasi discussione ordinata e il programma si è trasformato in un ring mediatico.
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Enzo Iacchetti, Mizrahi attacca ancora: “Non penso che parlerebbe con me”
Il presidente della Federazione Amici di Israele, intervistato da Adnkronos a freddo, ha provato a riportare il confronto su binari meno incandescenti. “Non sono nemico di nessuno, ma per fare la pace bisogna essere in due. Sono disponibile, ma non credo che Iacchetti sia in grado di affrontare un confronto dai toni amichevoli. Ha minacciato di menarmi, non penso voglia stringere la mano a chi considera un avversario solo perché pensa diversamente da lui”, ha dichiarato.

Mizrahi ha poi sottolineato come a suo giudizio quello andato in onda non sia stato un vero dibattito: “Non lo definirei tanto un dibattito, piuttosto un monologo. Non ho potuto dibattere perché diceva che può parlare solo lui e non vi può essere contraddittorio su certi temi”. Quanto all’uso della parola “fascista”, ha chiarito che non era un insulto ma una constatazione: “Sono molto attento a non offendere, ma se uno ti dice ‘non hai diritto di aprire bocca, scendo giù e ti meno’, questo per me è un comportamento da fascista. Non voleva essere un’offesa, ma anche lui però ha dato dei nazisti agli israeliani. Non sono stato io a portare la discussione in quella direzione…”.


Nelle sue parole emerge la volontà di chiarire l’episodio e di ridimensionare la propria responsabilità. “Sono uno studioso del conflitto mediorientale e sono abituato a parlare con le persone che conoscono i fatti, e quando c’è chi questi non li conosce risulta difficile il confronto. Voglio comunque ribadire che non c’era alcuna intenzione da parte mia di offendere nessuno, ho cercato di non rispondere per le rime. Iacchetti l’ha presa sul personale. Poteva essere un confronto sereno, io portando i miei dati, lui i suoi, poi il pubblico si sarebbe fatto liberamente la propria idea. Questo per me è dibattere”.
Resta ora da capire se i due torneranno a incrociarsi nello stesso studio televisivo. Mizrahi, da parte sua, non ha escluso di accettare un nuovo invito in trasmissione. Quel che è certo è che la bagarre nata dietro le quinte ha dato ancora più visibilità a un talk già noto per i toni accesi e per i contrasti tra ospiti, confermando quanto il tema israelo-palestinese resti una miccia pronta a esplodere in ogni contesto pubblico.


