Una mattinata carica di attesa e di significato ha trasformato il Quirinale nel cuore simbolico della musica italiana. Carlo Conti e il cast del Festival di Sanremo 2026 sono stati ricevuti a Roma dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un incontro che ha unito istituzioni e spettacolo in una cornice solenne. Il primo a varcare l’ingresso del Colle è stato proprio il conduttore e direttore artistico della kermesse, aprendo una giornata destinata a restare nella memoria degli artisti presenti.
Poco dopo è arrivata Laura Pausini, visibilmente coinvolta dall’importanza del momento. Ai cronisti che le chiedevano come si sentisse ha risposto con semplicità: “Emozionata? Molto”, lasciando trasparire tutta la tensione positiva di un evento che va oltre la semplice promozione del Festival. Prima di lei avevano già fatto il loro ingresso numerosi artisti in gara: Leo Gassmann, Bambole di Pezza, Samurai Jay, Serena Brancale, Fedez, Marco Masini, Sal Da Vinci, Elettra Lamborghini, Arisa, Mara Sattei, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Ditonellapiaga, J-Ax, Maria Antonietta e Colombre e TrediciPietro. Tra i più emozionati anche Tommaso Paradiso e Dargen D’Amico. Quest’ultimo, arrivato a piedi e da solo, ha confidato all’Adnkronos: “Non capita tutti i giorni”, riassumendo in poche parole il senso di una convocazione così prestigiosa.
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Il cast di Sanremo 2026 da Sergio Mattarella al Quirinale: la cantante big assente
L’incontro ha assunto presto un tono istituzionale e culturale. Il presidente della Repubblica ha voluto sottolineare il valore storico e popolare della manifestazione, ricordando come il Festival di Sanremo dalla prima edizione “registra un amplissimo coinvolgimento popolare che è rimasto costantemente grazie alla Rai, che ha accompagnato anno per anno il Festival conducendolo nelle case degli italiani”, riconoscendo così alla Rai un ruolo determinante nel radicare l’evento nella tradizione nazionale. Parole che hanno dato alla giornata un respiro che supera la dimensione televisiva, collocando il Festival in un orizzonte identitario.

Tra i big era presente praticamente l’intero cast, con un’unica assenza: Patty Pravo. L’artista, leggermente influenzata, non ha potuto partecipare all’incontro ed è, si apprende, dispiaciutissima di aver dovuto rinunciare a questa giornata storica. La decisione è stata presa per tutelare la sua salute in vista dell’esibizione in gara all’Ariston, e la sua etichetta aveva prontamente informato la Rai già nella serata precedente, non appena si è avuta conferma delle sue condizioni.
All’uscita dal Palazzo del Quirinale, Carlo Conti ha raccontato un’emozione inattesa anche per lui, abituato ai grandi palcoscenici. “È stato emozionante. Il Presidente è straordinario come sempre”, ha dichiarato ai giornalisti. Poi ha aggiunto: “ha detto delle parole meravigliose. È stato un momento emozionante. Io che non mi emoziono mai, mi sono emozionato. È stato un incontro meraviglioso”., sottolineando la forza dell’incontro. Non solo. Conti ha voluto rimarcare anche il contenuto del discorso del capo dello Stato: “Il presidente è stato meraviglioso e ha detto parole straordinarie sulla musica. Mi hanno colpito le sue parole sempre attente, precise, puntuali. Ho fatto l’esempio che Sanremo è come le Olimpiadi della musica”, arrivando a definire Mattarella “un presidente molto pop”.


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A raccogliere e amplificare il senso più profondo della giornata è stata ancora Laura Pausini. “Io ho avuto il piacere di incontrare altre volte il presidente Mattarella e, nonostante questo, quando entra nella sala un attimo di batticuore ce l’hai. La cosa più bella ed emozionante che abbiamo vissuto tutti noi cantanti oggi è stato quando il nostro presidente ci ha detto che la musica pop, la musica popolare italiana è una parte importante della cultura del nostro paese”, ha spiegato, rivelando quale passaggio abbia davvero colpito gli artisti.
Il momento più intenso è arrivato però con un’ulteriore riflessione della cantante, che ha allargato lo sguardo al ruolo degli artisti nella società. “Raramente, in questi 33 anni, ho visto le istituzioni esporsi in questo modo, specialmente la più grande autorità del nostro Paese – ha aggiunto l’artista -. Sono commossa, perché spesso noi artisti veniamo definiti quasi giullari, persone che fanno solo divertire le persone. Certo, la musica è anche divertimento, ma noi, ognuno con la propria voce, lo facciamo sinceramente cercando di dare qualità e senza dimenticarci mai che veniamo dall’Italia, e quindi rappresentiamo una parte del nostro paese. Grazie, presidente Mattarella”.
Ed è proprio in queste parole che si concentra il significato più profondo dell’incontro: non solo una visita di cortesia prima dell’inizio della competizione, ma un riconoscimento istituzionale del valore culturale della musica popolare italiana. In vista dell’apertura del sipario all’Ariston, il Festival di Sanremo 2026 si presenta così non solo come spettacolo, ma come espressione di identità nazionale condivisa.


