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“Non c’era mio padre”. Dalla Chiesa, la polemica dopo la fiction Rai: parole dure dalla famiglia

Nei giorni scorsi è andata in onda su Rai1 la fiction “Il Nostro Generale”, la serie su Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia nella strage di via Carini il 3 settembre 1982. Un successo, scrive la Rai, con una media di telespettatori che supera i 3 milioni e mezzo (3 milioni e 641mila, per la precisione). Lo share è risultato pari al 20% nella prima serata, in onda il 9 gennaio scorso, e si è costantemente mantenuto intorno al 18% di media negli altri due appuntamenti (17,5% il 10 gennaio scorso e 18,8% ieri, 16 gennaio).

“La lotta al terrorismo compiuta dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa è stata ricostruita magistralmente da “Il nostro generale” e la Rai, nel farla ricordare e conoscere, adempie a uno dei suoi compiti di servizio pubblico. Aver ottenuto una così ampia attenzione tra gli italiani premia tra l’altro la scelta di utilizzare la prima serata per non far dimenticare una parte importante della storia della Repubblica”, ha affermato l’ad della Rai, Carlo Fuortes.

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il nostro generale fiction rai


Dalla Chiesa, polemica della famiglia dopo la fiction

Il figlio del generale Dalla Chiesa, Nando, dice la sua sulle pagine del Fatto Quotidiano. Il giudizio è positivo e – a detta sua – per la pima volta è stata effettuata una ricostruzione sulla vita del padre maggiormente aderente alla realtà:”Quello de Il nostro Generale, la fiction Rai di Lucio Pellegrini che al posto delle dicerie e delle fantasie coatte piazza la realtà vera, quella vissuta da chi c’era e ha visto. Applicando il principio di Erodoto, che la storia si scrive con l’occhio più che con l’orecchio. Ricostruendo la realtà che tutti potettero vedere, ma molti preferirono ignorare per seppellirla sotto le loro ossessioni e i loro pregiudizi”.

generale carlo alberto dalla chiesa

Nando Dalla Chiesa si sofferma nella sua analisi su una serie di punti oscuri sulla sorte del padre e soprattutto sulle voci sul memoriale di Moro: “Erano passati tre mesi dalla strage di via Carini (3 settembre 1982) quando una redattrice di un periodico cattolico mi disse che nella “sinistra democristiana” stava girando voce che mio padre fosse stato ucciso perché ricattava qualche potente con le carte di Moro, di cui era entrato in possesso con l’irruzione nel covo brigatista di via Monte Nevoso. Si era tenuto alcuni fogli che avrebbe dovuto dare ad Andreotti, capo del governo. “Girava la voce”. Mai provata da nessuno, non uno straccio di documento in interi decenni”.

nando dalla chiesa
rita dalla chiesa

L’intervento di Nando Dalla Chiesa si chiude con un pizzico di amarezza: “Meglio non ripassarla quella lunga e difficilissima storia. Perciò i liberi e anticonformisti si vergognano di spendere una parola sul generale. E perciò anni fa, in una nota trasmissione su Rai3, fecero la galleria delle persone a cui la storia della Repubblica doveva gratitudine. Ne misero a decine. Non lui però, che aveva fatto la Resistenza, vinto con i suoi uomini la lotta al terrorismo, guidato la lotta alla mafia fino a morirne in quel modo. Che altro doveva fare? Chissà che pensarono gli interpreti illuminati del pensiero anticonformista”.


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