La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si è consumata a una velocità inattesa. Martedì 24 febbraio, in diretta su Rai 1 dal Teatro Ariston, la 76esima edizione ha debuttato con una macchina organizzativa impeccabile e un ritmo serratissimo. La serata inaugurale, tradizionalmente la più lunga delle cinque, avrebbe dovuto chiudersi intorno all’1.30. Invece Carlo Conti è riuscito addirittura ad anticipare di una decina di minuti, portando a casa una chiusura quasi da record.
Una scaletta studiata al millimetro, senza pause superflue e senza tempi morti evidenti. Nessun inciampo clamoroso, fatta eccezione per la grafica Rai che ha mandato in sovrimpressione la scritta “Repupplica”, errore subito notato dal pubblico più attento. Per il resto, tutto è filato liscio. Forse fin troppo. Perché se da un lato la precisione è stata riconosciuta, dall’altro in molti hanno avvertito la mancanza di quei momenti cult, di quegli imprevisti o di quei picchi emotivi che storicamente trasformano una serata sanremese in qualcosa di memorabile.
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Sanremo 2026, polemiche su Carlo Conti dopo l’esordio: “Tutto troppo veloce”
Sul palco si sono alternati tutti e 30 i Big in gara, in una lunga sequenza di brani inediti. A spezzare il ritmo ci hanno pensato gli ospiti: Tiziano Ferro, Gianna Nannini, Olly all’Ariston, Gaia dal Suzuki Stage e Max Pezzali in collegamento dalla nave da crociera. Eppure, nonostante la quantità di performance, la sensazione diffusa è stata quella di uno show asciutto, quasi essenziale. Nemmeno Laura Pausini ha trovato spazio per esibirsi, nonostante le aspettative del pubblico. Con Conti che le ripeteva “Dopo se c’è tempo canti”, trasformando la promessa in una gag ricorrente che però non si è mai concretizzata.

È nella seconda metà della serata, quando i social hanno iniziato a tirare le somme, che è emersa la vera temperatura del pubblico. Su X i commenti si sono moltiplicati, spesso con toni taglienti: “In cinque ore, zero show, zero momenti divertenti, zero imprevisti emozionanti o spassosi, zero ritornelli memorabili o pezzi vincenti al primo ascolto, co-conduzioni di una noia abissale. Se Carlo Conti vuole chiudere con una Caporetto, ha iniziato benissimo”. E ancora: “Livello di noia: encefalogramma piatto. In questo #Sanremo2026 non si salva niente e non si capisce chi dovrebbe vincere in mezzo a questo nulla cosmico. Che imbarazzo”. C’è chi ha sintetizzato con un lapidario: “Riassunto di questo #Sanremo2026 : SPERAVO DE MORÌ PRIMA”. E chi ha paragonato l’edizione attuale a quelle recenti: “Prima serata piatta a tratti noiosa, nessun colpo di scena, livello delle canzoni medio basso tranne qualche eccezione. Siamo lontani anni luce dai festival di Amadeus in quanto a spettacolo intrattenimento e brani in gara. Spiace per Carlo Conti ma non ci siamo”. Non sono mancate critiche alla gestione del tempo: “Comunque festival di un piattume esagerato nessun brano che ti faccia dire wow, nessuno sketch o momento di intrattenimento che faccia ridere, Carlo Conti il cui solo interesse è terminare in orario/anticipo”. E infine l’amarezza di chi aspettava la performance della Pausini: “Alla fine Conti alla Pausini non l’ha fatta cantare per davvero, pensavo fosse una gag #Sanremo2026”.
Accanto alle critiche, però, si sono levate anche voci di apprezzamento. “Carlo Conti lo metterei come ministro dei trasporti, doveva finire all’ 1:44 e ha chiuso all’1:30”,. “Carlo Conti ha finito 14 minuti prima rispetto alla scaletta: praticamente Usain Bolt”. C’è chi ha difeso la scelta di privilegiare la linearità: “RAGAZZI QUESTA SI CHIAMA PROFESSIONALITÀ E siccome è un evento che va in eurovisione ben venga conduttori professionali come Carlo Conti e una grandissima artista mondiale come Laura Pausini”. E ancora: “Siamo qui dalle 20:35 quindi praticamente 5 ore pero col ritmo di Conti non mi sono pesate per niente. Fa meno ‘show’ di Amadeus? Si pero secondo me quelle interruzioni dalla gara poi risultano un po’ pesanti se ti stacchi dalla gara quando è l’una di notte”. Fino a chi ha rivendicato la scelta di un Festival più sobrio: “Scrivono, dicono, pensano che Carlo Conti faccia un Festival di #Sanremo2026 piatto. Scorre, vola, si fa seguire. Meglio fare le 3, tanto domani si lavora tutti all’ufficio pubblico? Con tutto il rispetto, eh. Conti scatta sui pedali e li lascia lì. Contro le scalette e contro”.


comunque festival di un piattume esagerato
— Dav 🦦 (@OrsolanoDavide) February 25, 2026
nessun brano che ti faccia dire wow,
nessuno sketch o momento di intrattenimento che faccia ridere, Carlo Conti il cui solo interesse è terminare in orario/anticipo
pare di vedere la recita della scuola materna #sanremo2026
Livello di noia: encefalogramma piatto.
— Fannie (@Stefani81471027) February 25, 2026
In questo #Sanremo2026 non si salva niente e non si capisce chi dovrebbe vincere in mezzo a questo nulla cosmico. Che imbarazzo. pic.twitter.com/8s6IShoyMD
Tra elogi alla puntualità e accuse di eccessiva piattezza, il debutto del 76esimo Festival si è così trasformato in un banco di prova per la nuova direzione artistica. Se da un lato la macchina organizzativa ha funzionato come un orologio, dall’altro resta aperto l’interrogativo su quanto spazio ci sia, nelle prossime serate, per quell’imprevedibilità che rende Sanremo molto più di una semplice successione di canzoni.


