Nella seconda serata del Festival di Sanremo il tempo sembra essersi fermato per qualche minuto. Le luci dell’Ariston si abbassano, il brusio si spegne, il pubblico trattiene il fiato. Poi parte la musica e in sala cala un silenzio denso, quasi sacro. Quando l’ultima nota si dissolve nell’aria, la risposta è unanime: una standing ovation lunga, potente, inevitabile. Sul palco c’è Achille Lauro, che ha appena regalato una versione intensa e solenne di “Perdutamente” insieme alla soprano Valentina Gargano e a un coro di venti elementi.
L’esibizione trasforma il teatro in un luogo di raccoglimento collettivo. Non è soltanto una performance musicale, ma un momento di condivisione emotiva che attraversa la platea e arriva fino alle case di milioni di spettatori. L’artista, visibilmente toccato, affida alle parole il senso più profondo di quanto appena accaduto: “Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita, è qualcosa di viscerale. E se questo ha confortato anche solo una persona e ha fatto del bene, per noi stasera era un dovere cantare”.
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Sanremo, il gesto di Stefano De Martino dopo l’omaggio di Achille Lauro
Parole che acquistano un peso ancora più forte se si ripensa a ciò che è accaduto nei giorni precedenti. La mente corre a Erica Barosi, madre di Achille, una delle vittime del rogo di Capodanno a Crans-Montana. Solo poche ore prima, ospite di Domenica In, aveva raccontato il figlio, la telefonata improvvisa che annunciava l’incendio, l’attesa carica di angoscia e quel dolore che non conosce tregua. In studio aveva scelto di cantare proprio “Perdutamente”, la canzone del cuore di suo figlio, quella che lo aveva accompagnato anche nel giorno dell’ultimo saluto.

Durante la trasmissione, mentre scorrevano le immagini del funerale, la donna aveva iniziato a intonare il brano con una forza che aveva spiazzato tutti. Un momento talmente intenso che Mara Venier aveva chiesto alla regia di lasciare la base musicale anche dopo la fine del filmato, per permetterle di continuare. “Io la canzone la continuo a cantare, la canto con il sorriso, è bella, non è triste. Lui è un poeta. A me dispiace di avergli dato una responsabilità cantandola”. E ancora, quasi a voler rassicurare chi teme di aver caricato il brano di un significato troppo grande: “Io credo che sia solo gioia per Lauro, è molto generoso e con un cuore enorme. Sono sicura che ad Achille, che è mio amico, non può che fare piacere. Spero che lui possa sentire le parole che hai detto”,. Parole a cui la conduttrice aveva risposto con convinzione, certa che quell’abbraccio ideale sarebbe arrivato fino al palco dell’Ariston.
E infatti, nella notte sanremese, quell’abbraccio si è compiuto. Ricondividendo il video dell’esibizione, Achille Lauro ha scritto: “La musica è qualcosa che ha il compito di smuovere, far sognare, far riflettere, ma anche sostenerci e confortarci. Talvolta è in grado di toccare corde così profonde da andare oltre ogni parola, diventando una grande amica e facendoci sentire meno soli. E se anche solo per un istante ha fatto questo, allora ha compiuto il suo senso più autentico. Con tutto l’amore possibile. ‘Perdutamente’”,. Un messaggio che suggella il senso di un omaggio andato ben oltre la dimensione dello spettacolo.



L’eco di quella performance non si è fermata dentro il teatro. Sui social in tanti hanno condiviso il video, tra loro anche Stefano De Martino, volto di Affari Tuoi e nome che circola con insistenza tra i possibili futuri conduttori del Festival. Nessuna didascalia, nessun commento. Solo le immagini e la musica. Un gesto silenzioso che racconta più di molte parole, perché quando una canzone riesce a farsi rifugio e conforto, non c’è bisogno di aggiungere altro.


