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“Quei video di Alberto…”. Garlasco, la furia dell’avvocato di Stasi in studio da Massimo Giletti

Garlasco Giletti Stasi

Massimo Giletti torna ad accendere i riflettori sul delitto di Garlasco, riportando in primo piano uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni. Nella puntata di lunedì 15 dicembre, il programma di Rai 3 o stato delle cose ospita Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi, chiamata a rispondere alle accuse che da tempo circolano intorno al suo assistito. Il confronto in studio riparte da un tema delicato e controverso, quello del materiale pornografico trovato sul computer di Stasi e del suo presunto utilizzo la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi, prima di mettersi a lavorare alla tesi.

Nel corso della trasmissione, il legale entra subito nel merito di una delle questioni più discusse, cercando di smontare l’idea che la visione di quei contenuti possa essere letta come un tentativo di costruirsi un alibi. “Lui non ha parlato delle foto porno viste, sarebbe l’unico assassino che si costituisce un alibi con la visione di materiale pornografico per poi vergognarsi di dirlo. Altrimenti avrebbe potuto chiamare qualcuno per avere l’alibi. Ho avuto uno scontro con Bruzzone dopo che lei ha sostenuto più volte che Alberto soffrisse di parafilia, per questo ho chiesto se avesse avuto a disposizione la cartella clinica, ma lei non aveva niente. Lui non ha nessuna patologia di quel tipo”. Un intervento che mira a riportare il dibattito su un piano più strettamente fattuale, respingendo le letture psicologiche avanzate negli anni.

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Garlasco Giletti Stasi


Garlasco, furia dell’avvocato di Stasi da Massimo Giletti: “Dovete smetterla”

La discussione si sposta poi sulle prove scientifiche, in particolare sulle tracce biologiche repertate sulla scena del crimine. Anche su questo punto la Bocellari contesta la narrazione che escluderebbe altri soggetti. “Dire che non c’è traccia di Sempio sulla scena significa non considerare la sua traccia su due unghie e l’impronta 33. Di Stasi c’è solo l’impronta sul dispenser e quella sull’Estathé, ma era lì la sera prima a mangiare”. Secondo il legale, il quadro probatorio viene spesso semplificato, ignorando elementi che potrebbero suggerire scenari diversi da quelli ormai cristallizzati nell’opinione pubblica.

Garlasco Stasi Giletti

È a questo punto che il tono dell’intervento cambia, trasformandosi in uno sfogo diretto contro l’impostazione del dibattito mediatico. “La finiamo di parlare solo di Alberto Stasi? Non dobbiamo riprocessarlo, è in carcere a scontare la sua pena, noi siamo qui a parlare della sua sessualità e dei porno che aveva sul computer, vi sembra normale? C’è un nuovo indagato e una nuova indagine”. La Bocellari sottolinea come l’attenzione continui a concentrarsi sulla vita privata di Stasi, mentre l’inchiesta giudiziaria ha aperto nuovi fronti che, a suo avviso, meriterebbero maggiore spazio.

Nonostante le parole dell’avvocato, in studio il tema non cambia e la tensione cresce ulteriormente. La legale si interrompe visibilmente contrariata, rivendicando un limite che, secondo lei, è stato superato. “Ma finiamo di parlarne? Anche lui avrà un minimo di diritto di dignità, smettiamola di parlare della sua sessualità. Basta, basta”. Un finale acceso che chiude la puntata lasciando sul tavolo una domanda più ampia: fino a che punto il racconto televisivo di un caso giudiziario può spingersi nella sfera personale di chi è già stato condannato, mentre nuove indagini sono ancora in corso.


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