Il sipario si è chiuso su un’altra edizione del Festival di Sanremo, un appuntamento che continua a catalizzare l’attenzione del pubblico italiano e a occupare il centro del dibattito mediatico per settimane. L’edizione 2026 ha confermato ancora una volta la centralità della kermesse nel panorama televisivo nazionale, tra serate evento, polemiche, momenti emozionanti e un’attenzione costante sui social. Anche quest’anno il Teatro Ariston si è trasformato nel cuore pulsante dello spettacolo italiano.
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A guidare la macchina organizzativa è stato Carlo Conti, volto rassicurante e figura ormai familiare per il pubblico di Rai1. Con il suo stile sobrio e misurato ha accompagnato artisti e telespettatori lungo un percorso fatto di musica, ospiti internazionali e colpi di scena. La sua direzione artistica ha puntato su un equilibrio tra tradizione e contemporaneità, cercando di tenere insieme generazioni diverse davanti allo schermo.

Sanremo, delusione per Carlo Conti
Ma questa edizione non è stata solo una celebrazione della musica italiana. È stata anche una fase di passaggio. Proprio al termine della manifestazione è arrivata l’ufficialità di un cambiamento importante: Carlo Conti cede il testimone a Stefano De Martino, che sarà il nuovo conduttore e direttore artistico della prossima kermesse. Un passaggio che segna simbolicamente l’inizio di una nuova era per il Festival.

L’annuncio ha acceso immediatamente il dibattito tra addetti ai lavori e pubblico. Stefano De Martino, volto sempre più centrale nel palinsesto Rai, eredita una manifestazione che negli ultimi anni ha consolidato ascolti straordinari e un impatto mediatico difficilmente eguagliabile. La sfida per lui sarà quella di mantenere alto il livello di interesse, rinnovando al tempo stesso il format senza tradirne l’identità storica.

Nonostante qualche fisiologico assestamento, il Festival di Sanremo 2026 ha continuato a dimostrare una forza televisiva notevole. Le serate hanno registrato numeri importanti, confermando l’evento come uno dei più seguiti dell’intero anno televisivo. La macchina organizzativa ha funzionato, la copertura mediatica è stata capillare e l’interesse sui social ha amplificato ogni momento saliente.
Particolare attenzione si è concentrata sugli ascolti della finale, da sempre cartina tornasole del successo complessivo della manifestazione. La serata conclusiva rappresenta infatti il momento più atteso, quello in cui si intrecciano tensione, spettacolo e curiosità per il verdetto finale. È lì che si misura realmente la temperatura del pubblico.
La finale dell’edizione 2026 ha raccolto in media 11 milioni 22mila telespettatori, pari al 68,8% di share. Un risultato che, letto in termini assoluti, resta di grande rilievo nel contesto televisivo attuale, sempre più frammentato tra piattaforme digitali, streaming e visione on demand. Un dato che testimonia come il Festival continui a essere un evento capace di unire milioni di italiani davanti allo schermo.
Il confronto con l’edizione precedente, tuttavia, è inevitabile. Nel 2025, infatti, l’ultima serata aveva fatto registrare una media record di 13 milioni 427mila telespettatori, con uno share del 73,1%. Numeri che avevano segnato uno dei picchi più alti degli ultimi anni, alimentando aspettative molto elevate per l’edizione successiva.
Se da un lato il Festival conferma la sua solidità e la sua centralità nel sistema televisivo italiano, dall’altro emerge un lieve ridimensionamento rispetto ai risultati straordinari dell’anno precedente. Una flessione che non intacca il valore complessivo dell’evento, ma che offre spunti di riflessione in vista del futuro e del nuovo corso affidato a Stefano De Martino.
Solo alla fine, tirando le somme, si può dire che la finale di quest’anno è stata seguita molto meno rispetto a quella dello scorso anno, con circa 2 milioni di telespettatori in meno rispetto al 2025. Un dato che segna una differenza evidente, pur mantenendo il Festival saldamente tra gli eventi più seguiti e discussi della televisione italiana.


