Tra i tanti che stanno ricordando Pippo Baudo in queste ore c’è anche Massimo Ranieri. Il cantautore napoletano si trovava nei camerini, poco prima di iniziare il concerto a Cirò Marina, quando ha saputo della morte del grande maestro della televisione italiana. Grande commozione sul palco e tra il pubblico per un saluto ricco di bei ricordi e un curioso aneddoto.
Tanti applausi, un turbinio di emozioni e il meritato tributo all’indimenticabile Pippo Baudo hanno trovato spazio anche nell’Arena Saracena di Cirò Marina per il festival Krimisound organizzato da L’Altro Teatro. Massimo Ranieri ha voluto inviare all’amico scomparso parole cariche d’affetto e riconoscenza.
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Morte Pippo Baudo, l’aneddoto raccontato da Massimo Ranieri
“Purtroppo è venuto a mancare un nostro amico, mio personalmente, perché se sono qua lo devo anche a lui” ha esordito così Massimo Ranieri, poco prima di iniziare il concerto. “La prima volta ho messo piede in televisione grazie a lui – ha proseguito l’artista napoletano – che con il suo essere da siciliano, da uomo del sud, mi disse “Tu devi ancora studiare dopo eh, mi raccomando””.

“Sto parlando di Pippo Baudo” ha poi naturalmente svelato Massimo Ranieri. Subito si è levato al cielo un grande applauso dei presenti che si sono alzati in piedi tributando il dovuto omaggio ad un grande uomo di cultura e spettacolo, amatissimo e ricordato oggi da colleghi, autorità, gente comune, da chiunque lo abbia visto all’opera o conosciuto.


@canzonimassimoranieri L'omaggio di Massimo Ranieri a Pippo Baudo durante il suo concerto a Cirò Marina ❤️🩹
♬ som original – Canzoni di Massimo Ranieri
“Se fosse qui – ha proseguito Massimo Ranieri ricordando Pippo Baudo – sono sicuro che mi direbbe tu devi fare lo spettacolo, vai avanti, non ti preoccupare. C’è il tuo pubblico che sta lì che ti aspetta ed è giusto, come si dice in gergo nel nostro lavoro, il sipario si deve aprire. È arrivata così all’improvviso, ero in camerino, e adesso che si fa? che si dice?”.
“Perché il nostro Pippo, posso dirlo sì, il nostro Pippo, che per 60 anni ci ha deliziato col suo modo di essere, presentatore, conduttore, musicista, io l’ho conosciuto bene, sono nato attraverso una sua trasmissione, Sette Voci… nel 1966, pensate un po’ quanti anni sono passati. E ha riscosso sempre una grande simpatia e affabilità, è stato un po’ un mio padre putativo, perché qualsiasi cosa chiedevo consiglio a lui, sul mangiare, un pantalone, una canzone, mi diceva ‘no questo non funziona, cambia qui, cambia là’. Io non finirò mai di ringraziarlo, perché è stato uno di quelli che ti insegnano come affrontare questo duro ma meraviglioso lavoro. Lui ce lo ha insegnato…”.
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