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Morte Pippo Baudo, il presidente Mattarella interviene dopo la triste notizia

  • Italia
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Un coro unanime, una commozione che ha attraversato il mondo della televisione e non solo: la notizia della morte di Pippo Baudo ha scatenato un’ondata di cordoglio, segno di quanto fosse radicato nell’immaginario collettivo. Colleghi, amici e artisti hanno affidato ai social e alle telefonate il loro dolore, rievocando con parole semplici e sincere la grandezza di un uomo che ha segnato la storia del piccolo schermo italiano.

La Rai, la sua casa per eccellenza, ha voluto ricordarlo con una nota firmata dall’ad Giampaolo Rossi, dal direttore generale Roberto Sergio e dall’intero cda: “Con Pippo Baudo se ne va una parte fondamentale della Tv, se ne va una parte fondamentale della Rai. Eppure, lui e la sua figura resteranno impressi nel patrimonio culturale dell’Italia“. Un messaggio che sottolinea non solo il peso artistico, ma anche quello simbolico di Baudo, il “Pippo nazionale” che per decenni ha accompagnato famiglie e generazioni.

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L’omaggio dei colleghi e le parole di Sergio Mattarella

Tanti i volti noti che hanno voluto rendere omaggio. Mara Venier, visibilmente provata, ha detto tra le lacrime: “Era molto di più che il lavoro, io gli devo moltissimo. Era un amico e un punto di riferimento”. Simona Ventura ha scritto: “Sei stato il mio maestro non ti dimenticherò mai!!! Buon viaggio Pippo”. Per Enrico Mentana, “è stato con Mike, Corrado e Costanzo uno dei re della Tv, da Settevoci ai mille Sanremo, a tantissime altre pagine storiche della nostra vita comune”.

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Carlo Conti, considerato il suo naturale erede alla guida del Festival di Sanremo, ha affidato il suo saluto a poche ma incisive parole: “Ciao Pippo, con te si spegne la Tv, la Tv che hai inventato. È lui che ci ha insegnato a fare il Festival e ancora noi lo stiamo facendo come ce l’ha insegnato lui”. Per Bruno Vespa “se n’è andato l’ultimo dei grandi”, mentre Renzo Arbore ha sottolineato il loro comune approccio al mestiere: “Incarnava quella Rai artistica con cui collaboravamo entrambi. Avevamo l’ambizione di fare un prodotto che fosse un po’ artistico, non soltanto l’ascolto. Non ricordo di aver mai parlato di share con lui”.

Barbara D’Urso ha ricordato i suoi esordi con lui: “Un maestro: ho iniziato a lavorare con lui nel 1980”. Fabio Fazio ha voluto invece sottolineare la sua eredità professionale: “Ha costruito la televisione, ne ha inventato la grammatica”. Frasi che, messe una accanto all’altra, restituiscono il ritratto di un gigante della tv che ha insegnato, diretto e formato intere generazioni di conduttori e giornalisti.

E poi le parole delle istituzioni, a suggellare il valore nazionale della sua figura. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato “la professionalità, la cultura, il garbo e la straordinaria capacità di interpretare i gusti e le aspettative dei telespettatori italiani“. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto su X: “Ci lascia uno dei più grandi protagonisti della storia della televisione italiana. Il suo volto e la sua voce hanno accompagnato intere generazioni, regalando emozioni, sorrisi e momenti indimenticabili”.

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