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Il Castello delle cerimonie, la decisione definitiva sulla celebre Sonrisa

Addio ai famosi matrimoni napoletani: cala defintivamente il sipario sul Castello delle Cerimonie gestito dalla famiglia Polese. La struttura situata nell’hinterland di Napoli, ma nota in tutta Italia per l’omonimo programma tv ancora in onda, sarà confiscata, come stabilito da una sentenza della Corte di Cassazione del 15 febbraio. Il Comune di Sant’Antonio Abate ha infatti deciso di avviare la procedura di sgombero per abusi edilizi, come riportato anche da “La Repubblica”.

“Tutto abusivo, e quindi la struttura diventa patrimonio pubblico”. Le motivazioni della sentenza non sono ancora state pubblicate, ma il Comune ha scelto di non attendere ulteriormente. Nei sontuosi saloni, adornati con stucchi dorati in stile finto Versailles, non ci saranno più pranzi da venti portate né esibizioni di cantanti neomelodici. Quello che i telespettatori conoscono come il Castello delle Cerimonie è in realtà il Grand Hotel La Sonrisa, una struttura di oltre 40.000 metri quadrati, che verrà acquisita gratuitamente nel patrimonio del Comune di Sant’Antonio Abate.

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Il Castello delle cerimonie, la decisione definitiva sulla celebre Sonrisa

Al momento, non è ancora chiaro quale sarà il destino finale dell’edificio: si parla di una possibile demolizione, totale o parziale. “Adesso, con gli uffici comunali, sono stati stilati tutti gli atti necessari per avviare l’acquisizione del bene, in vista del successivo cronoprogramma per liberare gli immobili e i terreni”, ha dichiarato la sindaca del Comune campano. Nei prossimi giorni è prevista una riunione in prefettura a Napoli per definire tempi e modalità dello sgombero del complesso, che attualmente dà lavoro a circa 300 dipendenti.

Il Comune ha anche richiesto una valutazione del bene all’Agenzia del Territorio di Napoli, che però ha precisato, con una nota, che potrà effettuare un sopralluogo solo a partire da dicembre 2024.

“Nel frattempo, gli attuali occupanti, che non hanno più titolo per risiedere nella struttura, stanno continuando a versare regolarmente un canone di circa 29mila euro mensili, calcolato in base alle quotazioni stabilite dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate”, ha spiegato ancora la sindaca.


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