Nei giorni scorsi l’impressione prevalente era che l’Azienda Pubblica Tv fosse ormai vicina a un’intesa definitiva con le etichette discografiche in vista del prossimo Festival di Sanremo, soprattutto dopo le richieste avanzate dalle major per ottenere un incremento dei rimborsi spese. Questo clima di apparente distensione, però, si è improvvisamente incrinato quando, nelle ultime ore, è emersa una nuova condizione introdotta dalla Rai, una clausola che avrebbe rimesso tutto in discussione e che, secondo diversi osservatori, potrebbe perfino minare la realizzazione dell’edizione firmata da Carlo Conti. A far trapelare il retroscena è stato FanPage.it, che ha descritto l’elemento in questione come una novità in grado di destabilizzare l’intero accordo: “Si tratta di una clausola specifica proposta dalla Rai, che starebbe mettendo in discussione l’accordo ed avrebbe a che fare con quello che gli artisti fanno sul palco dell’Ariston…”.
A questo punto la domanda è diventata inevitabile: quale sarebbe esattamente questa clausola che ha spinto i discografici a fermarsi un passo prima della firma? Le ricostruzioni raccolte dallo stesso FanPage.it parlano di un punto particolarmente delicato, perché la Rai vorrebbe trasferire sulle case discografiche ogni forma di responsabilità legata ai comportamenti degli artisti durante le esibizioni in diretta dal Teatro Ariston. Secondo la ricostruzione del sito, la condizione incriminata è molto chiara: “Tra le condizioni poste dall’Azienda di servizio pubblico per l’accordo, ci sarebbe l’assunzione di responsabilità da parte delle case discografiche per i comportamenti assunti dai cantanti e le cantanti di Sanremo…”.
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Se tale clausola dovesse essere accettata, la conseguenza sarebbe piuttosto netta. Qualora un cantante pronunciasse frasi controverse, compisse gesti inappropriati o si rendesse protagonista di comportamenti capaci di infiammare l’opinione pubblica nazionale, la responsabilità ricadrebbe unicamente sull’etichetta discografica di riferimento. In questo modo la Rai, di fatto, verrebbe sollevata da qualsiasi possibile conseguenza, sia sul piano legale sia su quello reputazionale, scaricando integralmente l’onere sulle major che hanno iscritto gli artisti.

Comprensibilmente, un simile scenario ha generato forte preoccupazione nel mondo discografico. Una responsabilità così ampia, potenzialmente illimitata e difficilmente prevedibile, viene considerata un rischio sproporzionato, soprattutto in rapporto ai rimborsi economici in discussione. FanPage.it ha sintetizzato il malcontento delle etichette spiegando che la clausola, così come impostata, “rappresenta un rischio economico potenziale troppo alto per il mondo discografico, non compensato dall’innalzamento dei rimborsi cui si sta avvicinando…”. È evidente che un’eventuale controversia generata da un comportamento imprevisto di un artista potrebbe avere costi enormi, che nessuna figura del settore vuole assumersi da sola.
Nonostante queste resistenze, una voce vicina alla Rai ha difeso con decisione la nuova impostazione, sostenendo che la clausola sia necessaria per tutelare il servizio pubblico da situazioni impossibili da controllare in anticipo. La stessa fonte, riportata sempre dal portale, avrebbe dichiarato: “Se un artista impreca sul palco la responsabilità non può essere nostra…”. Un punto di vista che, se da un lato mira a proteggere l’azienda televisiva, dall’altro rischia di irrigidire ulteriormente i rapporti con il comparto discografico, proprio in un momento in cui sarebbe invece fondamentale consolidare la collaborazione.

Questo imprevisto ostacola anche il percorso di Carlo Conti, che nel frattempo sta lavorando sul cast dei Big e che si trova ora a fronteggiare un clima di incertezza proprio mentre circolano voci legate alla possibile partecipazione di nomi di primo piano, come nel caso del rumor su Laura Pausini. L’impressione generale è che questa partita sia ben lontana dall’essere risolta e che il confronto tra la Rai e le case discografiche debba ancora passare attraverso una mediazione complessa.
Resta da capire se le due parti riusciranno davvero a trovare un punto di equilibrio nelle prossime settimane o se questa clausola continuerà a rappresentare l’ostacolo che minaccia di trasformare il conto alla rovescia verso Sanremo in un percorso sempre più accidentato.


