Massimo Giletti torna a far parlare di sé e questa volta lo fa puntando il dito contro la famiglia Sempio. Nella puntata di lunedì 3 novembre del suo programma Lo Stato delle Cose, il conduttore di Rai 3 ha aperto la serata con un servizio che ha riacceso i riflettori sul caso Garlasco, la vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi. Protagonisti del filmato, gli inviati della trasmissione che tentano di intervistare Giuseppe Sempio, padre di Andrea, il 37enne oggi indagato dalla Procura di Brescia per corruzione e per presunti legami con la riapertura del fascicolo sull’omicidio della giovane di Garlasco.
Nel servizio, i giornalisti cercano di ottenere una dichiarazione da parte dei familiari, ma l’incontro non va come previsto. Giuseppe Sempio si rifiuta di rispondere alle domande, mentre la moglie, Daniela Ferrari, reagisce riprendendo a sua volta l’inviato con il cellulare. Un gesto che scatena la reazione di Giletti in studio, visibilmente infastidito. “Vorrei capire come mai con noi non parlano mai, ma parlano sempre e solo con un certo tipo di programmi”, sbotta il conduttore. “È una roba curiosa. E adesso ci filmano pure”.
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Garlasco, Massimo Giletti contro i genitori di Sempio
La frase, pronunciata con tono polemico, sembra riferirsi ai programmi televisivi che, negli ultimi mesi, hanno dato spazio alla famiglia Sempio o ad ambienti vicini alla loro difesa, spesso con un atteggiamento più morbido rispetto all’approccio investigativo di Lo Stato delle Cose. Giletti, che ha fatto del suo format un ibrido tra approfondimento giornalistico e inchiesta televisiva, non nasconde la frustrazione per la mancanza di dialogo e per la sensazione di essere, in qualche modo, escluso da una narrazione che preferisce canali mediatici più controllati.

Nel corso della puntata, il giornalista si rivolge anche all’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi. A lui Giletti chiede se sia plausibile che l’ipotetico sistema corruttivo legato all’inchiesta bresciana possa essere stato messo in atto da un solo individuo. L’avvocato risponde con parole enigmatiche: “I soldi partono, arrivano, ma spesso transitano”. Il conduttore chiude con una battuta che lascia spazio a interpretazioni: “Transitano, ma dove non lo so”.
Intanto, sul piano giudiziario, la vicenda si arricchisce di nuovi sviluppi. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano avrebbero chiesto alla Procura di Brescia di inquadrare il caso Garlasco non soltanto come un’indagine per omicidio o corruzione, ma di estendere l’analisi anche a reati più gravi, come terrorismo internazionale, mafia, stragi o guerra civile. Una formulazione che, pur suonando estrema, risponderebbe alla necessità di valutare ogni possibile collegamento con reti di interesse più ampie e oscure.

Giletti: Chissà perché la famiglia Sempio parla solo con certe trasmissioni e con noi noi! Caro Giletti parla solo con una sola trasmissione con cui ha palesemente un accordo #Garlasco #lostatodellecose pic.twitter.com/CXbKuKsa0s
— AJP 🍓 (@ParkerArianna) November 3, 2025
Secondo l’ipotesi accusatoria, il fulcro dell’inchiesta resta la presunta corruzione dell’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, che nel 2017 avrebbe favorito Andrea Sempio nel tentativo di alleggerire la sua posizione rispetto alle nuove analisi genetiche. Una ricostruzione che, se confermata, coinvolgerebbe anche il padre, Giuseppe Sempio, indicato come il presunto corruttore.
Mentre l’inchiesta prosegue e il fronte mediatico si infiamma, Giletti sceglie di non abbassare i toni. La sua battaglia giornalistica sul caso Garlasco prosegue tra rivelazioni, tensioni e frecciate dirette, in un intreccio sempre più complesso tra verità processuale, visibilità televisiva e il diritto – mai semplice – di raccontare una storia che continua a dividere l’opinione pubblica italiana.


