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“Cosa faceva Ornella”. Che tempo che fa, Luciana Littizzetto e Fabio Fazio svelano tutto in diretta e sono lacrime

La puntata odierna di Che Tempo Che Fa si è aperta in un silenzio diverso dal solito, un silenzio che non appartiene alla televisione ma a quei momenti in cui un’intera comunità si stringe attorno a un’assenza improvvisa. La morte di Ornella Vanoni, arrivata nella notte di venerdì nella sua casa di Milano per un arresto cardiocircolatorio, ha trasformato lo studio del Nove in un luogo sospeso, dove la normalità del racconto televisivo ha lasciato spazio a un’emozione collettiva difficile da contenere. La cantante aveva 91 anni, ma continuava a lavorare con energia sorprendente: da mesi era presenza fissa della trasmissione, una voce che il pubblico attendeva ogni due settimane e che questa sera, domenica 23 novembre, sarebbe dovuta tornare al suo posto.

Fin dai primi minuti è apparso chiaro che nulla sarebbe andato come previsto. La decisione dello staff è stata immediata, quasi naturale: dedicare l’intera puntata a lei, alla sua storia, al rapporto speciale che aveva costruito con quella squadra che l’aveva accolta come una di casa. Quando il conduttore ha preso la parola, lo studio tratteneva il respiro, perché già il timbro della sua voce lasciava intuire la fatica di affrontare quel compito. “Questa puntata non è come le altre”, ha detto, fermandosi appena un istante, “Cercheremo di fare del nostro meglio, ma è una puntata totalmente dedicata a Ornella Vanoni non solo per le cose che faremo, ma perché il nostro cuore è da due giorni lì”.


Luciana Littizzetto e Fabio Fazio ricordano Ornella Vanoni a Che Tempo Che Fa 

Parole semplici ma rivelatrici, il tentativo di tenere insieme professionalità e dolore, come se la televisione potesse restituire ordine a un sentimento che scivolava invece libero, senza forma.

Nel proseguire, il conduttore ha raccontato ciò che tutti, lì dentro, stavano vivendo: la sensazione di aver perso non solo un’artista ma una complice, una presenza capace di alleggerire i momenti più tesi e di trasformare la routine della diretta in un gioco a cui partecipare con spontaneità. “Ornella è stata una di noi, abbiamo perso un compagno di giochi e giocare è difficile adesso, ma è il nostro mestiere, che è anche il suo”, ha spiegato, aggiungendo poi, in un soffio, quanto fosse arduo trovare le parole giuste: “È molto difficile trovare delle parole per raccontarvi il nostro stato d’animo e per descrivere Ornella”. Una confessione che ha attraversato lo studio come un colpo di vento, lasciando emergere il lato più umano di una relazione costruita negli anni, fatta di fiducia e affetto autentico.

A quel punto, lo spazio è passato a chi, più di altri, aveva condiviso con la cantante una complicità speciale. Luciana Littizzetto, con lo sguardo ancora lucido, ha iniziato a ricordare senza nascondere l’emozione, cercando di restituire la verità di un legame fatto di confidenze, lunghe telefonate, parole scambiate senza filtri. Il pubblico ha ascoltato in silenzio, riconoscendo nel suo racconto un tratto della Vanoni che spesso non arrivava in scena: quello intimo, privato, dove fragilità e ironia convivevano naturalmente. Ha parlato di un ascolto reciproco, di conversazioni che sembravano durare un tempo sospeso, perché quando Ornella iniziava a raccontarsi tutto diventava più lento, più pieno.

E proprio in quel momento, le parole della comica hanno dato forma a una memoria condivisa, quasi a un ritratto che il pubblico poteva riconoscere immediatamente. “Quando parlava Ornella ti catturava, perché aveva vissuto talmente tanta vita con coraggio, emozione, anche cadendo, con assoluta sincerità… che ti rapiva”, ha raccontato. Poi, quasi sorridendo nel ricordo, ha aggiunto: “E lo faceva anche al telefono quando chiamava e ti faceva delle telefonate lunghissime con un’affettuosità da coetanea, da amica della stessa età, non da nonna o da zia. Lei era così”. Parole che hanno completato il ritratto umano della serata, rivelando ciò che stava al centro della puntata: non un semplice omaggio, ma la necessità di condividere un dolore reale, vivo, impossibile da contenere dietro la compostezza televisiva.

Quando il racconto si è concluso, lo studio è rimasto per qualche istante sospeso, come se la voce della cantante potesse tornare da un momento all’altro, con una battuta improvvisa, un ricordo, un gesto capace di spezzare la commozione. E invece quel vuoto ha raccontato più di qualsiasi parola. Che Tempo Che Fa, per una sera, si è fermato attorno alla memoria di una donna che ha attraversato il tempo con la stessa grazia con cui attraversava il palco: con fragilità e forza insieme, lasciando tracce ovunque passasse. E stasera, mentre la televisione provava a fare il suo mestiere, era evidente che qualcosa di lei era ancora lì, nella voce di chi la ricordava, nei silenzi, nella difficoltà dei sorrisi. In quella mancanza così piena che solo le persone davvero amate sanno lasciare.


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