Un altro lutto ha colpito il mondo dello spettacolo e della televisione italiana, lasciando sgomenti colleghi, spettatori affezionati e tutti coloro che hanno condiviso sul piccolo e grande schermo i momenti di leggerezza e talento di un artista fuori dagli schemi. La notizia, giunta nelle scorse ore, ha spento un’altra voce familiare di un’epoca d’oro della comicità e dell’intrattenimento televisivo, quella che sapeva unire l’eleganza della scena teatrale con la disinvoltura del varietà, lasciando una traccia viva nella memoria collettiva.
È morto a 68 anni Pietro Ghislandi, da tempo malato. A dare per primo la notizia è stato L’Eco di Bergamo, lo stesso quotidiano che in passato lo aveva più volte intervistato, seguendone con affetto il percorso artistico e personale. Nato a Bergamo il 19 aprile 1957, Ghislandi aveva iniziato la sua carriera come mimo e ventriloquo. Indimenticabile il suo sodalizio con il pupazzo Sergio, compagno inseparabile e chiave di volta del suo successo nei primi anni Ottanta. Fu proprio grazie a questa originale coppia che raggiunse il grande pubblico partecipando a programmi televisivi iconici.
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Lutto a Striscia la Notizia: è morto dopo una lunga malattia
Dalla Rai ai grandi palcoscenici di Mediaset, il suo talento comico venne notato da Pippo Baudo che lo volle a Fantastico nel 1986, programma diretto da Gino Landi. Fu un momento spartiacque, come lui stesso raccontò anni dopo: “Nell’ottobre dell’86, quando partecipai a Fantastico con il mio pupazzo Sergio, capii che avevo sfondato. Nei sei mesi che ho fatto Fantastico portavo a casa dieci milioni alla settimana, mi riconoscevano per strada e facevo spettacoli in tutta Europa”. Con quei risparmi, rivelò sempre a L’Eco di Bergamo, riuscì a comprare la casa dei suoi sogni a Ponteranica. La sua presenza fu poi costante in programmi come Drive In e Striscia la Notizia, dove propose sketch satirici e comici che conquistarono il pubblico.

La carriera di Ghislandi non si limitò alla televisione. Fu attivo anche al cinema e in teatro, alternando registri brillanti e drammatici. Tra le sue interpretazioni più note, figurano ruoli nei film Il muro di gomma di Marco Risi, I mitici – Colpo gobbo a Milano di Carlo Vanzina, Vajont e Porzûs di Renzo Martinelli. Anche Leonardo Pieraccioni lo scelse più volte, coinvolgendolo in pellicole di grande successo come Il principe e il pirata, Il paradiso all’improvviso, Ti amo in tutte le lingue del mondo e Professor Cenerentolo, dove Ghislandi interpretava il galeotto Pangrattato.


La sua scomparsa chiude il sipario su una carriera unica, costruita con passione e autenticità, e lascia un vuoto nel cuore di chi ha riso, riflettuto e sognato con lui. In un’epoca dove la comicità cercava ancora l’equilibrio tra genio e mestiere, Pietro Ghislandi rappresentava una sintesi rara, capace di parlare a tutti con la voce di un pupazzo, e con la profondità di un uomo che non ha mai smesso di credere nell’arte dell’intrattenimento.


