Tra le truffe informatiche più insidiose del momento, spicca una nuova variante soprannominata “della ballerina”, un inganno che colpisce per la sua capacità di mimetizzarsi tra i messaggi quotidiani ricevuti da amici e familiari. Il meccanismo è semplice ma devastante: un messaggio su Whatsapp da un contatto conosciuto invita a sostenere una presunta gara di ballo, chiedendo un voto per aiutare una “cugina” a ottenere una borsa di studio. Il messaggio appare innocuo, addirittura tenero, corredato da una foto di una bambina che danza. Ma dietro quell’immagine – spesso generata con l’intelligenza artificiale – si cela un piano studiato nei minimi dettagli.
La trappola si attiva nel momento in cui si inserisce il proprio numero di telefono sul sito indicato, che promette un voto gratuito e anonimo. Per “confermare l’identità” e “prevenire truffe nei voti”, viene richiesto di cliccare su un link ricevuto via sms. In realtà, quel clic rappresenta il via libera per i malintenzionati. Da quel momento, il numero dell’utente viene bloccato e il suo account violato. I truffatori prendono il controllo della rubrica e inviano il medesimo messaggio a tutti i contatti, dando così vita a una catena di phishing difficile da spezzare. Il danno è duplice: da un lato la vittima viene derubata dei propri dati personali, dall’altro contribuisce, inconsapevolmente, a diffondere la truffa.
“Abbiamo ricevuto il tuo curriculum”. Cosa è successo a chi ha riposto alla telefonata-truffa

Su Whatsapp la nuova truffa della ballerina: come funziona e come evitarla
Secondo gli esperti, questa nuova tecnica rappresenta un’evoluzione del phishing classico, resa ancora più efficace dalla manipolazione dell’intelligenza artificiale e dalla fiducia che si ripone nei contatti conosciuti. E proprio su questo punto si concentra l’allerta della Polizia Postale, che raccomanda di non cliccare mai su link sospetti, anche se provengono da amici o familiari. Tra i segnali che possono far intuire la truffa, ci sono la qualità artificiale della foto allegata e l’assenza di un vero concorso collegato al sito indicato. Tuttavia, la dinamica del messaggio – emotiva, convincente e ben costruita – riesce a trarre in inganno anche i più accorti.

Il fenomeno del phishing in Italia ha assunto dimensioni preoccupanti. Secondo il Rapporto Clusit 2025, lo scorso anno l’11% degli attacchi informatici registrati nel Paese è stato causato proprio da campagne di phishing. Il report annuale di Netskope è ancora più allarmante: nel 2024 gli attacchi sono quasi triplicati, colpendo almeno una volta ben 7 milioni di utenti italiani. Ogni giorno, il 7% degli italiani riceve almeno un tentativo di truffa. Il 6% ha pagato prodotti mai ricevuti, il 5% ha subito un furto d’identità, mentre il 4% ha visto compromessi i propri profili social o le credenziali bancarie.
La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, spiegano gli analisti, rende questo tipo di truffe sempre più sofisticato, alimentando un problema che va oltre le perdite economiche. Le conseguenze psicologiche sono infatti rilevanti: senso di colpa, vergogna e paura spesso impediscono alle vittime di denunciare l’accaduto, aumentando il sommerso e lasciando irrisolti molti casi. È quindi fondamentale non solo mantenere alta l’attenzione, ma anche promuovere una maggiore consapevolezza digitale, affinché ogni cittadino possa riconoscere e bloccare tempestivamente questi attacchi.


Infine, nel caso in cui si sia caduti nel tranello, la raccomandazione è di agire subito: denunciare l’accaduto alla Polizia Postale, bloccare le carte bancarie, modificare tutte le credenziali compromesse e avvisare immediatamente amici e parenti affinché non aprano i messaggi sospetti provenienti dal proprio numero. Solo così si può interrompere una catena che, se ignorata, rischia di trasformare migliaia di utenti in vittime inconsapevoli e strumenti involontari della prossima truffa digitale.


